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Sostenibilità e fast food: tutto quello che ancora non sapete

Dopo le lunghe file apparse al McDonald’s o al Burger King appena terminata la quarantena, noi di Warm Burrow abbiamo deciso di affrontare l’argomento fast food, alla continua ricerca dei cibi che sono considerati i più dannosi per l’ambiente e per la nostra biodiversità, dopo aver già parlato dell’impatto ambientale dell’avocado e della soia

Un tempo i fast food erano classici solo per gli americani ma, con la globalizzazione, le cose sono cambiante. Il cosiddetto “cibo spazzatura” è ormai ampiamente diffuso tra le persone di ogni età a livello mondiale. Questo tipo di alimentazione ha enormi effetti negativi sulla nostra salute: si tratta di grassi e zuccheri che vengono trasformati per assumere un gusto e un aspetto appetibile ma con conseguenze disastrose anche per l’ambiente. 


Ognuno di voi nella sua vita ha provato, almeno una volta, il cibo dei fast food. E a chi non è venuta voglia di un hamburger, dopo aver visto la foto qui sopra?

Ormai siamo tutti a conoscenza, o quasi, dei gravi danni alla salute che può portare l’abuso di questi cibi. 

Ma quanti di noi sanno quanto esso è dannoso per l’ambiente?

Quanti di noi conoscono il suo impatto a livello di inquinamento? 


I PRINCIPALI DANNI AMBIENTALI DEI FAST FOOD

  • La produzione di cibo prevede grandi quantitativi di energia, con altrettante emissioni di CO2 e l’energia richiesta per la produzione di cibo spazzatura è molto più elevata rispetto a quella richiesta per la produzione meno elaborata di prodotti più sani. Negli ultimi anni si è scoperto che i cibi grassi cotti ad alte temperature, in particolare quelli cotti direttamente sulla fiamma, sono quelli che producono il più alto livello di emissioni. Gli hamburger ed il pollo fritto, ad esempio, sono gli alimenti più consumati nei fasti food e anche i più dannosi: ogni 500 kg di hamburger cotti si producono ben 25 chili di emissioni inquinanti! Per la produzione di una pizza, invece, si produce solo 1 kg di gas inquinanti. I grassi e gli olii idrogenati, conservanti, agenti lievitanti, additivi chimici, antiossidanti, e persino ferro ridotto, compongono il 50% dei tipici piatti dei fast food.

Oltre al fattore di emissioni gas inquinanti, l’hamburger, così come le patatine, sono dannosi anche per le riserve idriche. 

Per un solo hamburger servono 1.600 litri d'acqua

  • Il cosiddetto packaging è un’altra fonte di produzione di rifiuti tra cui cartoni plastificati, scatolame, buste, plastiche, alluminio. L’utilizzo di questi materiali produce milioni di tonnellate di rifiuti provengono solo dal confezionamento del cibo spazzatura consumato. 
  • La coltivazione di campi in modo intensivo per la realizzazione di materie prime per i fast-food di tutto il mondo e l'allevamento di milioni di capi di bestiame erode gradualmente le risorse ambientali. Inoltre, per risparmiare le grandi catene non osservano la regola del chilometro zero, perciò ogni prodotto, prima di arrivare a destinazione, viene trasportato anche per migliaia di kilometri.
  • Ci sono, inoltre, ben precise ragioni nutrizionali che collegano l'assunzione di cibo da fast food con tristezza e malumore. I grassi insaturi contenuti nei cibi spazzatura hanno l'effetto di turbare l'equilibrio degli omega 3 nel nostro organismo e, un basso livello di omega 3, provoca depressione, irritabilità e aggressività. Inoltre, scegliendo bevande senza zucchero per la dieta, il nostro umore potrebbe risentirne. L'aspartame, che sostituisce lo zucchero in molte di queste bevande, contiene un amminoacido che secondo diverse ricerche ha l'effetto di rallentare la produzione di serotonina, l'ormone che regola il nostro umore.

Secondo uno studio del 2018, se ogni americano mangiasse un panino con la carne in meno a settimana, a fine anno sarebbe come se 12 milioni di veicoli a motore non avessero mai circolato!!


LE INIZIATIVE DI Buger King E McDonald’s

Tuttavia, i problemi elencati sopra non sono i soli. Spesso dimentichiamo come, oltre ai danni per la produzione del cibo spazzatura, questa sia accompagnata da un piccolo regalo, ovviamente in plastica. Ultimamente però, sembra che le cose stiano per cambiare … 

Da settembre 2019 i ristoranti britannici della catena di fast food Burger King non regalano più piccoli giochi di plastica a chi ordina menu per bambini. Burger King ha anche fatto sapere al New York Times che nei prossimi anni «sostituirà i giochi di plastica con alternative digitali, ma forse anche con giochi fatti con materiali biodegradabili»

Il fast food ha anche incoraggiato i clienti a riportare nei ristoranti tutti i vecchi giocattoli in plastica in vista di un evento chiamato meltdown, in cui, dopo essere stati opportunamente selezionati e divisi, i giochi saranno sciolti e la plastica ottenuta sarà usata, dice Burger King, «per fare nuove aree giochi e vassoi». 

L’iniziativa di Burger King per ora riguarda solo il Regno Unito e l’azienda ha stimato che, smettendo di offrire giocattoli di plastica nel paese, risparmierà circa 300 tonnellate di plastica all’anno.

Burger King ha anche realizzato anche una campagna pubblicitaria in cui sostiene che nei suoi prodotti non siano presenti conservanti mostrando come un loro panino si deteriori e ammuffisca come qualsiasi altro prodotto privo di conservanti. 

McDonald’s, invece, sta ancora lavorando a un modo per calcolare con precisione l’impatto complessivo di tutta la plastica che usa nel mondo, rifiutandosi di rivelarne il volume totale. Ad oggi, i McDonald’s di diversi paesi, Italia compresa, permettono infatti di scegliere con l’Happy Meal, se farsi dare un giocattolo o un libro (o, in altri casi, permettendo di rinunciare al gioco in cambio di un po’ di frutta) e i McDonald’s giapponesi stanno già portando avanti un piano per il riciclo dei vecchi giocattoli, molto simile a quello annunciato da Burger King del Regno Unito.

Per la creazione di un mondo sempre più sostenibile, si inizia a parlare anche negli Stati Uniti di tasse sui cibi spazzatura, con particolare riferimento alle diffusissime bibite a base di zucchero. Si parla di colpire maggiormente quei cibi non essenziali in modo analogo a come vengono tassati alcol e tabacco.  Ma un progetto del genere sembra difficile da realizzare in un paese in cui le lobby del cibo spazzatura sono fortissime e tali prodotti sono così di largo consumo. In altri paesi però, si procede speditamente in direzione opposta, colpendo con forza questo mercato alimentare. È il caso del Messico in cui già ora le bevande zuccherate vengono pesantemente tassate. Ancora più stringenti sono le regole in Ungheria, paese in cui, dal 2011, vengono colpiti tutti gli alimenti il cui contenuto di zuccheri superi una certa soglia.

E voi avete ancora voglia di mangiare questi cibi spazzatura? Quello che possiamo fare è ridurre il nostro consumo dei cibi spazzatura oppure, ancor meglio, cercare di realizzare a casa il nostro hamburger e le patatine che se realizzati con i prodotti giusti, vi assicuro, sono di gran lunga più buoni di quelli offerti dai fast food! Provate a farli a casa vostra e fateci sapere!

Ilaria Pietroniro


Fonti:

https://www.green.it/alimentazione-ambiente-insieme-verso-la-sostenibilita/

https://www.esquire.com/it/lifestyle/food-e-drink/a20717045/cibo-da-fast-food-peggiora-lumore/

https://www.ideegreen.it/cibo-spazzatura-una-minaccia-per-lambiente-941.html

https://www.deabyday.tv/ecologia-e-ambiente/vivere-eco/guide/2449/Come-il-cibo-spazzatura-incide-sull-ambiente.html

https://www.ecologiae.com/emissioni-fast-food/14420/

https://www.ohga.it/i-piatti-dei-fast-food-inquinano-dalle-materie-prime-al-tipo-di-cottura-che-utilizzano/

https://www.ilpost.it/2019/12/26/giochi-plastica-fast-food-problema-ambiente/




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