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Raccolta differenziata nel mondo: Il Galles leader britannico

Primo posto nel Regno Unito, terzo in Europa e quarto nel mondo: il Galles, quello Stato dalle coste frastagliate che condivide i confini con l’Inghilterra e si affaccia direttamente sull’Irlanda, sembra dare una bella lezione a tutti quanti in tema di raccolta differenziata nel mondo

Settimana scorsa ci siamo lasciati con un po’ di amaro in bocca dopo la nostra visita nel grande continente le cui redini sono affidate al non-ambientalista Donald Trump. Abbiamo visto come il grande sogno americano si stia trasformando, specie se si parla del futuro delle nuove generazioni, in un vero e proprio incubo. Gli USA ci sono apparsi come una potenza tanto avanzata quanto arretrata, il cui tasso di raccolta e riciclo dei rifiuti ci fa venire la pelle d’oca. I modelli invidiati e ammirati dalla Generazione del Fridays for Future sono ben altri e il Galles, insieme a Germania, Austria e Sud Corea, è uno di questi.

Sempre più ambiziosi, sempre più “verdi”

Il Galles, secondo gli ultimi studi pubblicati nel 2017 a cui facciamo riferimento dall’inizio del nostro “viaggio”, si inserisce nella Top 5 mondiale con il 52.2% di materiali avviati a riciclo. Come sottolinea il rapporto in questione, il Galles sembra essere il Paese che, in un’ottica a breve termine, potrebbe raggiungere e superare in questi anni la Germania: aspettiamo nuove pubblicazioni in merito, dato che questo sorpasso era stato previsto già per il 2018. A dimostrazione di ciò vi sono diversi argomenti a favore, ma noi vi parleremo solo di quelli più ammirevoli e degni di nota.

Il Galles in soli 16 anni, a partire dal 2000, è passato da uno scarso 10% fino ad arrivare e superare, con un aumento progressivo di circa il 5% ogni anno, il 60% di rifiuti urbani avviati a riciclo. Il governo gallese, però, non si accontenta e si pone obiettivi sempre più ambiziosi come, ad esempio, riuscire a riciclare entro il 2050 il 100% dei rifiuti prodotti. Ma non solo. Come espresso nel nuovo rapporto Beyond Recycling, pubblicato a gennaio di quest’anno, i politici sembrano voler spingere il Paese oltre il zero waste, agendo attivamente nella lotta all’emergenza climatica. Come?

raccolta differenziata nel mondo

  • Eliminare le discariche: ad oggi solo il 10% dei rifiuti urbani finisce in discarica e le emissioni di CO2 si sono abbassate dal 3% (2010) al 2% (2017);
  • Utilizzare solo energia rinnovabile e ridurre al minimo le emissioni di carbonio. Ecco qualche curiosità: grazie al riciclo e riutilizzo dei rifiuti il Paese ha ridotto le emissioni del 60% e, inoltre, la raccolta di 400 tonnellate di rifiuti ha fornito luce a circa 80.000 case!
  • Eliminare la plastica monouso, privilegiando l’uso del legno, allungando il più possibile la vita dei materiali a disposizione e, naturalmente, riducendo al minimo la quantità di materie prime utilizzate;
  • Offrire più posti di lavoro per svolgere le attività che consentono di aggiustare o riutilizzare questi materiali;
  • Rendere la raccolta dei rifiuti più “green”;
  • Ridurre al minimo lo spreco alimentare: la produzione di cibo, insieme a quella di vestiti, è responsabile di circa la metà delle emissioni globali;
  • Supportare ed educare la comunità a compiere quotidianamente piccole azioni, contribuendo a fare una grande differenza.

Quest’ultimo punto, a parer nostro, è tra i più importanti: rieducare i cittadini attraverso politiche mirate a fare un uso consapevole di quello che il mondo gli offre, di quello che le aziende gli offrono. Si tratta di un’azione congiunta che deve per forza avere tutti dalla sua, nessuno escluso. Una stretta collaborazione che ci vede impegnati per una cosa così preziosa: il nostro futuro, il futuro del nostro Pianeta.

Il trinomio vincente: Equità, Prosperità e Sostenibilità

Un progetto ben chiaro e strutturato, che a dirla tutta ha un non-so-che di irrealizzabile. Eppure, il Galles ci dimostra che non solo ci sono i presupposti, ma anche tutta la determinazione e l’interesse per applicarlo. 

Riciclare è diventato parte della nostra cultura. È quello che facciamo. Questa strategia mira a continuare e a costruire a partire da questi successi. In particolare, dobbiamo guardare “oltre il riciclo” e fare dei passi in avanti verso minori sprechi, più riciclo e maggior uso e riutilizzo delle materie locali.”

L’equità attraverso un utilizzo sostenibile ed equo delle risorse a disposizione. La prosperità grazie a un’economia zero waste e circolare, che includa il giusto supporto al cambiamento tanto alle imprese quanto ai lavoratori. La sostenibilità con la riduzione delle emissioni di carbonio e di qualsiasi altro impatto negativo sull’ambiente, includendo un sistema di trasporto della raccolta differenziata che inquini il meno possibile e che non si affidi a paesi terzi.

Che dire, noi crediamo in questo ammirevole progetto. E tu, invece, caro lettore? 

Facci sapere che ne pensi nei commenti qui sotto! 

Noi ci vediamo settimana prossima, qui a “Dove lo butto?”.

di Alice Nardiotti


Se ti è piaciuto questo articolo, leggi anche: “Come essere zero waste? Elena racconta come ha stravolto la sua vita”

Oppure: “La raccolta differenziata in Francia: tra le peggiori d’Europa”



Fonti e immagini:

https://www.eunomia.co.uk/reports-tools/recycling-who-really-leads-the-world/ 

www.google.it 

https://gov.wales/circular-economy-strategy



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