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Raccolta differenziata dell'umido: 89t di rifiuti annui solo in EU

L’uomo contemporaneo altro non è che l’estremizzazione di quello che comunemente viene definito “consumatore”. Come suggerisce l’enciclopedia Treccani, l’etimologia di questo termine in ambito biologico indica qualsiasi organismo eterotrofo che si ciba di altri organismi all’interno della catena alimentare. In diritto, invece, la parola “consumatore” viene utilizzata per riferirsi a una persona fisica che acquista o utilizza beni o servizi per scopi soggettivi. E chi siamo noi se non una pericolosa combinazione di entrambe le definizioni? Ma attenzione, perché quando diciamo noi, ci riferiamo a tutti coloro che hanno le possibilità di farlo in quanto abitanti dei cosiddetti paesi sviluppati

raccolta differenziata dell'umido


Un terzo del cibo prodotto nel mondo viene sprecato

Il mondo si compone e divide in due tipologie di paesi e popolazioni raccolta differenziata dell'umidonettamente in contrasto tra loro. Il divario tra quelli sviluppati e quelli sottosviluppati è talmente profondo da aggiudicarsi un posto tra i più grandi paradossi dei nostri tempi. Infatti, tanto per farvi un esempio, mentre l’Europa crea enormi quantità di rifiuti alimentari ogni anno, pari a circa 89.000 kg di cibo, l’Africa Subsahariana, che con i nostri scarti potrebbe essere sfamata interamente, patisce una fame mortale in quanto paese più povero al mondo. E questo è solo un esempio. Eh sì, perché dal punto di vista globale, invece, gli scarti potrebbero sfamare fino a 2 miliardi di persone. Il quadro della situazione è questo: mentre la produzione di rifiuti e la crisi ambientale aumentano (se fossimo così “avanzati” come pretendiamo di definirci sarebbero già in diminuzione), lo stesso succede all’impoverimento e alla denutrizione, che coinvolge un po’ più di 1 miliardo di persone (che su 7,76 miliardi rappresenta circa il 15% della popolazione globale). 


Noi sprechiamo, gli altri muoiono di fame, e il Pianeta?

Il Pianeta, essendo la nostra unica e vera risorsa che ci permette di nutrirci, risente fortemente di tutti gli sprechi alimentari a cui è soggetto. Provate a pensare a questo: i prodotti che acquistiamo, che facciamo andare a male o non utilizziamo, e che quindi finiscono nel sacco draccolta differenziata dell'umidoell’umido, vengono creati attraverso processi che coinvolgono tanto la terra, quanto l’acqua, l’energia e i fertilizzanti. Produrre cibo nell’era della globalizzazione significa inoltre contribuire ad aumentare in modo non indifferente le emissioni di gas serra, l’inquinamento, il cambiamento climatico. A questo proposito è particolarmente interessante il programma One Planet Food del WWF, che si occupa di diffondere informazione circa il tema della sostenibilità alimentare, dispensando utili consigli su come evitare lo spreco alimentare, fornendo ricette green e, soprattutto, focalizzando l’attenzione su “come le nostre scelte sul cibo possano essere importanti per la difesa dell’ambiente e delle specie animali” perché, come dicono loro, la sfida per salvare il Pianeta comincia a tavola.


E tu ci avevi pensato?

Noi speriamo proprio di sì, ma in caso contrario siamo qui per dirti che il momento per farlo è ora: non c’è più tempo per rimandare! Bisogna smettere di lasciarsi infatuare dalle innumerevoli proposte dei grandi supermercati, preferire cibo locale, stagionale, fresco, privo di conservanti. Più ridurremo l’acquisto di prodotti, più le aziende si vedranno costrette a doversi adeguare alla diminuzione della domanda, riducendo finalmente una delle cause più evidenti alla base dello spreco alimentare. 


Che c’entra tutto questo con la nostra rubrica?

Settimana prossima affronteremo il tema della raccolta differenziata dell’umido, dandovi qualche dritta e consiglio su come farla al meglio per contribuire insieme a noi a salvare dallo scioglimento il nostro Pianeta



 Alice Nardiotti




Fonti:

www.actionaid.it

www.oneplanetfood.info 

www.treccani.it 

 

Immagini:

www.google.it  



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