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Quanta fiducia hai negli uomini nella lotta ai cambiamenti climatici?

La settimana scorsa abbiamo pubblicato un articolo in cui vi abbiamo esposto la nostra preoccupazione nei confronti della modalità con cui i media raccontano l’emergenza climatica. Più volte vi abbiamo detto che, secondo noi, stimolare il terrore non aiuta, soprattutto durante un’emergenza e questo lo vediamo molto in questo periodo, in cui il panico da coronavirus ha reso molto più difficile la veicolazione di informazioni affidabili. 


Lo scopo di Warm Burrow non è solo fare informazione, per questo esistono i quotidiani e gli esperti: il nostro team, oltre a raccogliere articoli, notizie e aggiornamenti sul mondo della sostenibilità e condividerle con voi, vuole soprattutto stabilire un confronto con la nostra community. Il sondaggio che vi abbiamo proposto settimana scorsa ci ha aiutato molto a comprendere meglio il vostro punto di vista e oggi, in questo articolo, condivideremo con tutti voi le risposte ricevute.


Sono i quotidiani e il movimento di Fridays For Future a renderci più consapevoli


La prima domanda del nostro sondaggio ci fa capire quali canali di informazione hanno fatto nascere maggiormente in voi la consapevolezza dell’emergenza climatica. Ne è emerso che la maggior parte di voi ha iniziato a comprendere il calibro di questo pericolo leggendo le notizie sui giornali (anche online). Quasi il 30% di voi ha invece dichiarato che grazie a Greta Thunberg e al movimento di Fridays for Future ha preso coscienza delle proprie azioni e stili di vita. 


Circa il 15% di voi risponde invece che a sensibilizzare in maniera più significativa siano state alcune campagne o iniziative promosse da scuole e università. Questo ci rende sempre più fiduciosi riguardo il futuro dell’istruzione, che sta dando sempre più spazio alla sensibilizzazione sui cambiamenti climatici, ne abbiamo conferma leggendo che l’educazione ambientale diventerà materia obbligatoria nel sistema didattico italiano


Ma non solo!


Infatti 70 università in tutta Italia hanno dato il via ad iniziative sostenibili e nascono sempre più facoltà dedicate al rispetto dell'ambiente.


(clicca sugli hyperlink per leggere i nostri articoli)


La paura non serve a niente!


Questo l’abbiamo detto in decine di altre occasioni e moltissimi di voi sono d’accordo. Nel sondaggio abbiamo esposto la nostra preoccupazione riguardo il modo in cui si parla dei cambiamenti climatici, troppo volto al terrore rispetto che all'informazione e all'azione. Circa il 24% di voi risponde invece il contrario, affermando di aver letto svariate notizie in cui il problema viene analizzato in modo corretto, senza stimolare il terrore. 


Questo ci rende contentissimi, significa che fortunatamente esistono ancora dei canali di informazione affidabili e, soprattutto, che sapete selezionare un articolo, una notizia o un servizio che faccia vera informazione rispetto alle notizie o ai servizi post apocalittici che lasciano il problema in sospeso come se fosse un destino tristemente inevitabile.

cambiamenti climatici versus umanità


Sono interessanti soprattutto le risposte libere che abbiamo ricevuto, voi stessi scrivete:


“Penso che i media debbano improntare il loro potere divulgativo su soluzioni semplici ma efficaci, informando il loro pubblico che il problema è attuale e imminente. Non mi sembra giusto parlarne solo quando c’è una calamitá naturale; invece quando tutto “sembra” normale non accennano nulla.”


Perché ne parliamo solo quando accade una catastrofe climatica? Perché questa fa notizia e la sensibilizzazione no? È più conveniente avere un popolo terrorizzato rispetto ad uno consapevole?


“Vedendo come ha risposto la gente all'emergenza coronavirus direi che suscitare paura nella popolazione non è sufficiente, il singolo non si sente minacciato nell'immediato e questo fa sì che la gente affronti il problema con leggerezza”


Cosa ne pensate? 

Personalmente ritengo che per il caso Covid-19 il problema sia stato proprio la minaccia imminente che i cittadini hanno avvertito a far svuotare i supermercati e far nascere episodi di razzismo, parlando di cambiamenti climatici forse siamo di fronte al problema opposto, vale a dire far percepire un problema attuale di cui già notiamo le ripercussioni come un argomento di cui si può tranquillamente discutere più avanti. 


(Se sei preoccupato per il Covid-19 ti invitiamo a visitare il sito dell’organizzazione mondiale della sanità e del ministero della salute, evitare di cercare di scoprire quanti siano i contagi nella tua zona o quanti morti ci siano stati: molte notizie sono travisate e ognuno è un caso clinico a sè)


Qualcuno in modo tragicomico scrive che “Qua bruceremo tutti”, questo è il modo in cui esordisce Greta Thunberg nella scena attivista mondiale. Che le temperature si stanno alzando vertiginosamente non è una novità, l’Antartide rileva 18°C in una delle sue stazioni di monitoraggio e questo è preoccupante. Sottolineiamo ancora una volta che secondo noi stimolare il timore non è la scelta giusta, sicuramente continuando di questo passo non aiutiamo ne il pianeta ne l’umanità, la soluzione? Fare quello che possiamo con i mezzi che abbiamo, vuoi fare di più? Continua a seguirci e il mese prossimo ti riveleremo il progetto a cui stiamo lavorando per operare in modo più concreto ed efficace.


Riviste online e account social sono i mezzi preferiti per tenersi aggiornati sul tema ambientale


L’informazione è cambiata moltissimo negli ultimi anni: rispetto alle pagine di giornale fitte, piene di comunicazioni e cronaca, ora l’informazione è velocissima, adesso basta solamente una frase accompagnata da un’immagine, se poi si vuole approfondire si faranno ulteriori ricerche. 


Cosa ne pensi? Non leggiamo più i giornali perché abbiamo vite più piene e frenetiche? Oppure è semplicemente cambiato il modo di informare?


Basta qualche scroll mentre siamo sul pullman o durante una lezione particolarmente noiosa e subito veniamo in contatto con decine di news, è molto più immediato che fare ricerche su un determinato argomento.


Tutto questo però fa riflettere, solo il 20% di voi afferma di preferire il telegiornale come canale d’informazione, che dovrebbe forse essere il più affidabile


perché? 


Se la chiave è l’immediatezza dell’informazione, ricordiamo che il telegiornale va in onda durante le ore dei pasti proprio per “rubare” meno tempo possibile ai suoi ascoltatori, come hanno fatto i social network a diventare un mezzo migliore di quelli statali?


Abbiamo fiducia negli attivisti e nei privati, nei politici? Zero!


Questa risposta è al contempo la più ottimistica e la più terrificante. Vi abbiamo chiesto sia di chi vi fidate di meno che gli organi in cui avete più fiducia, inutile dire che ci siamo ritrovati con due grafici complementari.



Ciò che leggo di positivo è la fiducia che avete in tutti coloro che stanno lavorando in proprio per la preservazione ambientale, tra cui Warm Burrow, e sono molto felice di leggere che avete fiducia in noi e credetemi, non vi deluderemo. 


Il problema non è solo quello 0% di fiducia nei politici, ma ancora più terrificante è sapere che abbiamo a capo una classe governativa che non ci rispecchia e non rispetta il volere dei propri cittadini. 


Vi abbiamo chiesto che cosa vorreste cambiare degli atteggiamenti che assumono gli organi statali che devono mitigare questo problema, qualcuno focalizza l’attenzione sulla necessità di usare packaging biodegradabili:


“Vorrei che si rispettasse di più l’ambiente in cui viviamo, ad esempio usando il meno possibile i contenitori non biodegradabili. Dovremmo sempre chiederci: “quale impatto ambientale ha l’azione che sto per compiere?” E modificare di conseguenza la mia azione per ridurre l’impatto ambientale.”


Altri riflettono sul modello economico corrente e sul modo in cui vengono percepiti gli atteggiamenti di chi ha più a cuore questo argomento.


“L'economia deve modificare i suoi processi e i suoi fronti di investimento e puntare appunto a cambiare le proprie attivitá produttive in senso eco. Inoltre l'essere ecologici dovrebbe andare di moda invece viene visto come una rottura di scatole.”


Qualcun’altro confronta invece un’ipotetica grande rivoluzione con le piccole rivoluzioni che tutti dovrebbero portare avanti nella propria vita quotidiana:


Legalizzare la canapa sarebbe un passo in avanti. Ma nella quotidianità di tutti ci sono molte piccole cose da cambiare, che messe insieme faranno la differenza.”


In conclusione, quanta fiducia abbiamo nell’umanità?


I risultati ottenuti sono tristemente quelli che mi aspettavo, questo è giustificabile sia dal modo in cui i media trattano questo argomento, sia dalle azioni concrete che, come ci avete scritto, gran parte delle volte falliscono o vengono ulteriormente prolungate.



Solo il 4% di voi ha affermato di guardare al futuro con ottimismo, la maggior parte di voi ritiene infatti che solo pochi organi siano in grado di apportare dei cambiamenti positivi, tuttavia il 19% dichiara di non essere per niente fiducioso riguardo la risoluzione di questo problema e, anzi, alcuni di voi aggiungono addirittura che “moriremo tutti presto”, cosa che ci teniamo a smentire. 


La nostra generazione con molta probabilità non vedrà l’estinzione, ma questo non è un pretesto per continuare ad evitare il problema e se, da quanto abbiamo stabilito, non abbiamo fiducia nello Stato, allora tocca a noi. Il nostro consiglio? Manifestate, informatevi, condividete informazione e restate aggiornati su Warm Burrow, tra poco ci sentirete ancora più forte!



A chi ha risposto al sondaggio con commenti inutili e assolutamente fuori luogo, ricordiamo che il tempo è denaro e consigliamo di impiegarlo coltivando i vostri interessi e le vostre passioni. Il nostro slogan è “ti importa davvero?” proprio perché vogliamo parlare a chi ha a cuore questo argomento, ed evitare di disturbare quelli a cui, invece, non importa nulla.

Speriamo lo terrete presente durante le prossime iniziative.


Un abbraccio

Il team Warm Burrow

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