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Plastic roads: l'asfalto sarà un lontano ricordo

Forse in futuro cammineremo tutti sulla plastica riciclata

plastic roads


Si chiama VolkerWessels la compagnia olandese che immagina e realizza un modo pittoresco per riutilizzare la plastica: costruirci delle strade.


Come al solito è il nord europa a dare il via ad alternative semplici ed ecologiche a cui nessuno aveva ancora pensato. Iniziando con la città di Zwolle, proseguendo a Giethoorn e ci auguriamo in tante altre, la VolkerWessels inizia a lavorare sulla costruzione di strade realizzate per la maggior parte con plastica riciclata.


La produzione di asfalto stradale è responsabile delle emissioni di circa 1.6 milioni di tonnellate di CO2 all’anno, e non è niente considerando che si tratta solo del 2% delle emissioni di tutti i trasporti su strada. Pensate inoltre ai lunghi procedimenti di stesa o rigenerazione dell’asfalto, e al disagio in cui si trovano pendolari o conducenti per le strade bloccate, questo è uno dei rari casi in cui la plastica ci aiuta.


In primo luogo in fatto di durata: non sembra ma l’asfalto è più delicato e sensibile al deterioramento, una normale strada asfaltata dura infatti 5 anni in media, dipendendo ovviamente dal peso e dalla velocità dei veicoli che la sfruttano. Le strade di plastica possono durare anche il triplo del tempo, risparmiato assieme a denaro, lavoro e materiale.


Torniamo inoltre ad una delle problematiche che caratterizza il metodo attuale di lavorazione delle strade: il fattore tempo. L’asfalto dev’essere steso in loco e successivamente lasciato asciugare, al contrario le strade di plastica vengono prefabbricate in pezzi ed essendo 4 volte più leggere dell’asfalto, assemblate successivamente sul posto. Utilizzando questo sistema si risparmia circa il 70% del tempo impiegato nel comune lastricamento. 


La struttura cava di queste strade permette di utilizzare quello spazio per diversi scopi: deposito di acqua, luogo di passaggio di cavi o tubature, riscaldamento stradale o sito in cui produrre energia. Il concetto produttivo che vige attualmente è quello del “prendo, faccio, butto”, al contrario la VolkerWessels sfrutta la cosiddetta Economia circolare, vale a dire basata sul generarsi da sola, favorendo le attività locali e limitando l’impatto che l’attuale sistema economico ha sull’ambiente, basicamente “produco, uso, riciclo” e così via. Le plastic roads sono rivestite da una copertura che impedisce alla plastica di stare a diretto contatto con gli pneumatici dei mezzi, per evitare l’emissione di alcune microplastiche.


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Di plastica nel mondo ce n’è fin troppa, usiamo annualmente più di 350 milioni di tonnellate di plastica, e di questi solo il 7% è plastica riciclata. La costruzione di queste strade è un tentativo di stravolgere i dati, riciclando tanta più plastica possibile e regalarle una seconda vita. Il principale obiettivo è  quello di eliminare tutta la plastica disponibile.

Nel corso dell’ultimo secolo ci siamo lasciati trasportare in una corsa a un fantomatico progresso che ci si sta lentamente rivoltando contro. Forse però cambiare la nostra sorte è possibile e fortunatamente esistono compagnie come la VolkerWessels che si impegnano al fine di definire un altro tipo di progresso: sostenibile e che rispetti l’ambiente e le comunità.

Siamo spacciati ma allo stesso tempo c’è ancora speranza, tutto sta nel comprendere cosa sia esattamente il progresso.

Per noi di Warm Burrow è il raggiungimento di un’armonia sociale ed economica, nel rispetto della dignità umana e del nostro pianeta.

Sei d’accordo? Cos’è per te il progresso? Scrivicelo in un commento qui sotto!

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