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Perchè Isole Faroe e Giappone danno ancora la caccia alle balene?

Perchè Norvegia, Isole Faroe e Giappone danno ancora la caccia alle balene?

Nell’era di internet, dell’informazione, dell’innovazione tecnologica senza precedenti che ci permette di pilotare tir e aerei da remoto, nell’era dell’intelligenza artificiale, dei robot, e delle scoperte scientifiche che permettono di curare mali prima incurabili, l’uomo caccia le balene, Perchè?

Sono sicuro che te lo starai chiedendo anche tu e per darti delle risposte ti guiderò passo per passo per scoprire le origini di questo terribile evento, chi sono i responsabili, e per darti una risposta a questa fatidica domanda. sei pronto? tieniti forte.


Le origini della caccia alle balene

La caccia alle balene è una tradizione antichissima che per secoli ha coinvolto moltissime nazioni. Le sue origini risalgono a circa il 6000 a.C, poichè i Baschi, alcune popolazioni indigene del Canada del Nord America e gli eschimesi includevano la carne di questo enorme cetaceo nella loro dieta, ma la caccia a scopi industriali si è sviluppata dal XVI fino al XIX secolo.L’inizio del Medioevo determina la nascita del commercio della carne di balena e del suo grasso, perché da questo, veniva estratto l’olio di balena che fino all’introduzione del kerosene, sottoprodotto del petrolio, era l’unico combustibile allora disponibile per le lampade. Nel XIX secolo la caccia alle balene raggiunse il suo apice. New Bedford, in Massachusetts e Nantucket, un’isola molto vicina, furono i principali luoghi di caccia e lavorazione di questo cetaceoQui veleggiò una flotta di 400 baleniere (le navi che ancora oggi sono utilizzate in questa pratica) la quale permetteva la produzione di ingenti quantità di olio destinata all’illuminazione di tutto il paese.Norvegia, Islanda, Giappone, Paesi bassi, Inghilterra, USA, Danimarca e L’URSS fino alla fine della seconda guerra mondiale furono coinvolte in questi eventi devastanti.Nel 1925 la Lega delle Nazioni, riconobbe l’eccessivo sfruttamento di questi cetacei senza però dargli troppa importanza.Nel 1946 allora venne decretata l’ICRW, la Convenzione per la Regolamentazione della caccia alle Balene e solo successivamente venne creato L’IWC un ente che serviva, alla sua nascita, per limitare e regolamentare la caccia visto il numero sempre decrescente di alcune specie di questo globicefalo. Durante i primi 15 anni di vita hanno aderito solamente 14 stati membri, ad oggi invece ne fanno parte 52 ed ha assunto una politica più conservativa. infatti, dall’inizio del XXI secolo sono aumentate in modo significativo le aree protette e le norme che vietano in modo assoluto la cattura (anche accidentale), grazie anche ad organizzazioni no profit come greenpeace, con lo scopo di eliminare totalmente questa pratica.Nonostante questi accordi, i divieti di caccia e le scoperte scientifiche che sottolineano quanto sia fondamentale questo cetaceo per il nostro  ecosistema, alcuni paesi continuano questo malsana tradizione indisturbati.

la mappa di tutti i paesi che aderiscono all’IWC

I maggiori responsabili della caccia alle balene: le Isole Faroe il Giappone e la Norvegia

La Grindadrap (caccia alle balene in danese) è un’antica tradizione per la popolazione delle isole Faroe. 

Questo arcipelago fa parte della Danimarca la quale aderisce all’IWC ma purtroppo le autorità faroesi se ne infischiano e continuano imperterrite nella loro tradizione. 

Alcuni studi riferiscono che circa 950 di questi cetacei vengono uccisi ogni anno. La caccia inizia con l’avvento dell’estate e termina con l’inizio dell’ autunno. Durante questi mesi, diverse baleniere sono situate lontano dalla costa e, una volta avvistato un branco di balene, le imbarcazioni le seguono, emettendo dei suoni in acqua per confondere i cetacei e dirigerli verso la riva. La popolazione, che nel frattempo è stata allertata ed è scesa in spiaggia, dà il via al massacro. Armati di machete funi, arpioni e coltelli di varia lunghezza, uccidono brutalmente i poveri animali indifesi, le sventrano, e poi vendono i loro pezzi al mercato locale.

La nota trasmissione televisiva “le Iene”, per approfondire l’argomento, ha inviato un suo giornalista, almeno per risalire alla motivazione di questo bagno di sangue, e le risposte sono sconcertanti. La maggior parte delle persone giustifica la caccia e ne prende parte, con la scusa che la carne di balena sia uno dei principali alimenti degli abitanti di questo arcipelago quando in realtà possiedono qualsiasi alimento si voglia che sia o meno importato dalla vicina Danimarca.

Oltre ad essere una giustificazione totalmente insensata c’è da dire che persino i medici, a causa dell’alta quantità di mercurio che caratterizza la carne di balena, sconsigliano vivamente di mangiarne più di 30g al mese. 

Se facciamo due rapidi calcoli, tenendo presente che le balene più piccole pesano circa una tonnellata e che la metà del loro peso è grasso, la popolazione delle isole Faroe produrrebbe circa 450 tonnellate di grasso ogni anno, che sono assolutamente infinitamente molto più del necessario dal momento che potrebbe sfamare la popolazione per diversi anni senza mai esaurirsi. 

Sei rimasto inorridito? beh non hai ancora letto quali sono le giustificazioni del Giappone e della Norvegia che continuano a violare le leggi dell’IWC che imperterrito invia loro pesanti sanzioni.

I giapponesi e i norvegesi, ancora più sfacciati dei faroesi, dichiarano di catturare ed uccidere le balene per scopi puramente scientifici.

La qualità delle ricerche condotte sotto questo programma di caccia scientifica è stata criticata come molto scadente; nel congresso del 2001 della Commissione Scientifica dell'IWC 32 scienziati sottoscrissero un documento in cui era espresso che secondo loro il programma giapponese era privo del rigore scientifico e degli standard di revisione accademica largamente utilizzati in tutto il mondo scientifico.


Quanto è grave il problema della caccia alle balene oggi? 

Se fai una breve ricerca sul web ti accorgerai che purtroppo la questione è molto grave.

da quando nel 1982 gli stati membri dell’IWC hanno votato per una moratoria contro chi ancora effettua questa pratica a scopi commerciali,  il numero di balene uccise è salito costantemente. Da allora sono state uccise circa 60000 balene tra cui balenottere minori, balenottere comuni, balenottere boreali, balenottere di Bryde, megattere, balene grigie, capodogli e balene della Groenlandia.

Nel 1986 è entrato in vigore il divieto assoluto di caccia alla balena, ma nonostante questo 

Giappone, Norvegia, Islanda, Corea, Russia e balenieri locali di diversi altri Paesi hanno continuato la loro attività, uccidendo complessivamente circa 21760 balene.

Nel 1994 i membri della IWC hanno approvato l'istituzione del Southern Ocean Whale Sanctuary, che copre un'area di 50 milioni di chilometri quadrati intorno all'Antartide. La riserva è stata progettata per proteggere un'area di alimentazione particolarmente critica per sette specie di grandi balene. Ma perfino questa zona è violabile, dato che il Giappone continua a uccidere balenottere minori al suo interno.


Cosa possiamo fare per impedire la Mattanza delle balene?

1) Manifesta il tuo dissenso sui social network

Nonostante pubblicare un post su facebook o su instagram linkando un articolo che ti ha parecchio sconvolto non possa cambiare il mondo, sicuramente è utile alle persone interessate per restare aggiornate e sensibilizzarsi. Protestare è il primo passo verso il cambiamento, e se anche tu lo vuoi, non perdere la speranza e racconta agli altri di questa assurdità.

2) Ricordati che le organizzazioni non governative sono dalla tua parte.

Associazioni come Sea Shepherd sono al tuo fianco nella lotta contro questi eventi. Se ci tieni all’ambiente che ti sta intorno e se tieni al futuro dei tuoi figli, dona loro l’euro che avresti utilizzato per un buon caffè questo pomeriggio. Ricordati che non sei da solo, insieme a migliaia di altre persone puoi fare la differenza. 

inoltre, se sei una persona intrepida puoi partecipare ai loro programmi di volontariato in modo da dare un aiuto concreto, inoltre ti regalerai un’esperienza che ti porterai dietro per tutta la vita.

Greenpeace e WWF da anni si battono per la stessa causa, ed è anche grazie a loro se oggi molte specie di animali in via di estinzione sopravvivono a questo tragico destino. 

3) Lascia un commento e condividi questo articolo!

Noi di Warm Burrow ci teniamo all’ambiente e come te cerchiamo di fare del nostro meglio per lasciare ai nostri figli un mondo migliore e più green, un mondo dove loro possano conoscere tutta la biodiversità che esiste sul nostro pianeta, e non essere travolti dai cambiamenti climatici in atto dovuti all’azione umana. Noi siamo dalla tua parte, diffondi il verbo, non dare per scontato il nostro pianeta!

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