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Perché Greta Thunberg viene criticata? Chiediamolo alla psicologia

Ciao e bentornato nella nostra rubrica dedicata a Greta Thunberg.

In molti articoli ci siamo concentrati sulle sue grandi imprese e grandi riconoscimenti, oggi invece capiremo i processi mentali che spingono alcune persone ad offenderla e prenderla di mira.

“Malata di mente”, “stramboide”, “crea ansia inutile”, sono solo alcuni dei commenti negativi a lei rivolti ogni giorno. Sul suo conto ne abbiamo sentite di tutti i colori, dall’assurda credenza che venga dal passato fino ad arrivare a termini molto bruschi e offensivi.

Ma cosa spinge le persone ad accanirsi in questo modo su di lei?

Frustrazione e aggressività: la teoria del capro espiatorio

greta thunberg

Innanzitutto, partiamo con un po' di teoria. Spesso, quando la nostra frustrazione o il nostro dolore sono causati da una fonte minacciosa o sconosciuta, l’ostilità viene dislocata, ovvero diretta verso un obiettivo diverso da ciò che ha realmente causato la frustrazione. In genere si tratta di un nuovo bersaglio più sicuro e socialmente accettabile. In poche parole, verso un “capro espiatorio”.

Questa frustrazione nasce spesso dalla distanza che le persone riscontrano tra le loro aspettative e ciò che realmente ottengono.

Leonard Berkowitz, psicologo sociale famoso per le sue ricerche su altruismo e aggressività, ci spiega poi che la frustrazione produce rabbia, ed è proprio questo stato emotivo che predispone all’aggressività.

Gli adulti tendono a difendersi dalle sfide

La psicoterapeuta Caroline Hickman, in un esaustivo articolo su Phys.org, ci spiega nel particolare le ragioni per le quali Greta Thunberg, così come molti altri giovani, attira su di sé tutto questo odio:

“come accademico e psicoterapeuta, studio come i bambini rimangono emotivamente colpiti dalla crisi climatica. Ma voglio anche capire perché alcuni adulti hanno reagito violentemente nei confronti dei giovani scioperanti. Questi bambini sono fonte di ispirazione. Il 20 settembre 2019, il giorno dello sciopero globale, dei bambini in Afghanistan hanno marciato per le strade con i loro striscioni, affiancati da soldati in armatura integrale con armi da fuoco. Questi bambini stanno mettendo a rischio la propria vita per far arrivare il loro messaggio al mondo. Dall’altra parte, abbiamo questi attacchi verbali da parte degli adulti, al sicuro nei loro uffici e nelle loro case.”

Secondo la Hickman, quando gli adulti vengono sfidati a comportarsi come adulti da un bambino, possono accadere principalmente due cose:

O puntiamo a crescere o tendiamo a difenderci.

"In psicologia, cerchiamo di ascoltare attraverso le difese che le persone creano quando si sentono minacciate. Per esempio, quando qualcuno dice che questi giovani dovrebbero essere a scuola invece che in sciopero, possono essere in cerca di quel senso di normalità che sembrava esistere prima che la crisi climatica acquistasse tale importanza nella vita quotidiana. Quando la gente attacca la Thunberg per non mostrare emozioni o per averne mostrate troppe, forse c'è la consapevolezza che la gravità della crisi climatica richieda una grande quantità di emozioni dolorose e complicate", scrive la Hickman.

Infine, afferma: "In generale, la dimensione della difesa rispecchia la dimensione della paura. Può essere ragionevole supporre che molte delle persone che attaccano Thunberg e gli scioperanti scolastici siano terrorizzati. È molto più facile attaccare gli altri che guardare noi stessi, riflettere sui nostri sentimenti e iniziare ad affrontarli, come gli adulti dovrebbero fare."


L’odio è il frutto delle nostre paure

Sarebbero, quindi, le nostre paure e frustrazioni a generare la rabbia che porta ad offendere Greta Thunberg e, come lei, altri giovani impegnati nella lotta alla crisi climatica.

Adesso che abbiamo tutti appreso le cause psicologiche dei rancori nei suoi confronti, è proprio il caso di smetterla di pretendere da lei risposte che, innanzitutto, dovremmo ricercare in noi stessi, impegnarci a fare tutto ciò che possiamo e, in questo modo, cercare di sconfiggere da soli le nostre paure.

E tu? Sei pronto ad impegnarti?

 

Erica Polidori

 

Fonti:

David G. Mayers, Psicologia Sociale, edizione italiana a cura di E. Marta, M. Lanz, McGraw-Hill, Milano, 2013

https://phys.org/news/2019-10-psychotherapist-adults-react-badly-young.html

 

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