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Paesi Bassi: tra biciclette e raccolta differenziata verso un Paese più “green”

In Olanda l’ambientalismo è uno stile di vita. Alle strade vengono preferite le piste ciclabili, alle automobili le biciclette, all’abuso edilizio le distese di campi fioriti, all’economia lineare quella circolare, alla raccolta indifferenziata quella differenziata. 

Un Paese dove l’ecosostenibilità si radica nella società, dove gli abitanti sono abituati dalle istituzioni a seguire uno stile di vita in armonia con l’ambiente che li circonda, dove le imprese cercano di sfruttare quanto più ciò che è rinnovabile, rifiuti compresi. 

Tra i Paesi europei che se la cavano bene nell’ambito della raccolta differenziata, non manca all’appello lo Stato olandese. In diciotto anni, grazie al sistema di riciclo messo in piedi dal Governo, è stato “risparmiato” più del 20% di materie prime: un ottimo punteggio che incentiva l’uso efficiente e consapevole di quello che la Terra ha da offrire.

paesi bassi e sotenibilità

I 5 pilastri per un’economia circolare

Nel 2016 i Paesi Bassi hanno redatto un programma governativo orientato al raggiungimento di un’economia completamente circolare entro il 2050. Il che significa, come spiegato nell’opuscolo informativo della proposta, passare da una logica take, make and waste (“prendi, fai e butta”) a un sistema che preveda il minor ricorso possibile a materie prime. Per fare ciò, sono stati individuati 5 pilastri su cui fondare l’intera “missione”:

  1. Stimolare la legislazione e le regolamentazioni. L’obiettivo è di rimuovere le barriere normative ma, allo stesso tempo, di creare dei quadri che promuovano l’innovazione e che sostengano gli investimenti sul piano legale. Perchè? Per dare vita a una “legislazione a prova di futuro”, che possa sopravvivere ed essere migliorata nel tempo.
  2. Incentivare il mercato “intelligente”. Individuare i punti deboli dell’economia attuale e agire per sostituirli, incentivando quindi la domanda di materiali riciclati e a base biologica. 
  3. Finanziare il progetto. Spesso, infatti, vige la disinformazione sulle possibilità offerte da un modello economico di tipo circolare. Per questo è importante investire sulla delineazione di un prospetto chiaro che definisca il rapporto costo-beneficio sociale previsto da un business di questo tipo.
  4. Incrementare la conoscenza e l’innovazione. L’educazione ambientale, come da tempo “predichiamo” noi di Warm Burrow, è fondamentale per un futuro sostenibile ed è necessario che questa venga sostenuta e diffusa da un’infrastruttura che se ne occupi direttamente. Tra le possibilità offerte da tale modello economico, spicca quella di mercato: necessità di nuove figure professionali e creazione di posti di lavoro.
  5. Cooperare a livello internazionale. Il Governo olandese sottolinea che, data l’interdipendenza che lega tutte le economie odierne, è necessario pensare in un’ottica sicuramente europea, ma anche globale. Realizzare un’economia circolare sarà possibile se e solo se l’interesse e l’impegno trascenderà i confini nazionali, permettendo l’internalizzazione dei costi ambientali, il raggiungimento di condizioni di parità, la prevenzione dell’evasione e la salvaguardia la sicurezza. In poche parole, pensare al bene di tutti e non solo al proprio.

5 punti molto semplici e concisi su cui costruire un progetto molto ambizioso, così urgente e concreto. 


Plastic Pact: nuovi obiettivi europei per il 2025

Come potevasi immaginare, nell’ampio progetto appena descritto, sono contenute un’altra serie di “missioni”, orientate verso l’obiettivo comune di un mondo più sostenibile. Tra queste, spicca il Patto europeo sulla plastica, la cui scadenza è prevista per il 2025. Tra i più di 80 paesi firmatari, l’Olanda è tra i primi della lista in quanto ideatrice del progetto, insieme a Francia e Danimarca. Trattasi di un accordo che per la prima volta vede confluire l’azione di così tanti produttori, governi e consumatori. 

Ecco alcuni degli obiettivi principali

  • rendere gli imballaggi in plastica completamente riciclabili e, ove possibile, adatti al riutilizzo;
  • ridurre di almeno il 20% l’uso della plastica innecessaria e di quella a base di petrolio;
  • migliorare la capacità di raccolta, selezione e riciclo minimo del 25%;
  • utilizzare almeno il 30% di plastica riciclata in imballaggi nuovi e in tutti gli altri prodotti.

“Se vogliamo raggiungere gli obiettivi climatici di Parigi, dobbiamo guardare alle materie prime pulite oltre all'energia pulita. Penso che dovremmo essere in grado di riutilizzare ogni piccolo pezzo di plastica in futuro e tenerlo fuori dai nostri oceani e ambiente. In modo da lasciare la terra più pulita e sana per le generazioni future.” - Van Veldhoven, segretario di Stato per le infrastrutture e la gestione dell’acqua. 

di Alice Nardiotti


Se ti è piaciuto l’articolo e vuoi continuare “il giro del mondo”, leggi anche: “Raccolta differenziata nel mondo: Il Galles, leader del mondo britannico”

Oppure: 

“Raccolta differenziata in Australia: facciamo il punto della situazione”




Fonti:

https://www.cbs.nl/nl-nl/nieuws/2020/08/kleinere-grondstofvoetafdruk-meer-recycling-dan-gemiddeld-in-de-eu

https://www.dutchnews.nl/news/2020/03/the-netherlands-signs-plastic-pact-commits-to-more-reuse-and-recycling/

https://www.government.nl/topics/circular-economy 

https://www.rijksoverheid.nl/regering/bewindspersonen/stientje-van-veldhoven/nieuws/2020/03/06/van-veldhoven-lanceert-europees-plastics-pact



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