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New York: la più grande discarica di tutti i tempi diventa un bellissimo parco

Dal 1948 è nota a tutti come la discarica più estesa al mondo, dal 2001 chiude e cambia volto: parliamo della Freshkills Landfill, discarica americana situata sul territorio di Staten Island, oggi emblema dell’impegno che tutti dovremmo prendere con il nostro futuro, all’insegna dell’innovazione e della sostenibilità.

Subito dopo la chiusura sono iniziati i lavori per far fiorire dall’immenso perimetro occupato da cinquant’anni di rifiuti un’area verde altrettanto estesa, ricca di corsi d’acqua e unica nel suo genere.

discarica più grande del mondo

Riciclare il terreno si può, ecco come

Il Parco nasce come uno spazio unico, reso tale dalla particolare struttura ereditata dalla sua “vita precedente”. La Freshkills si configura infatti come un cimitero di circa 10 strati di rifiuti che, allo stesso tempo, è sede di uno dei pochi luoghi cittadini ad aver preservato nel tempo la sua ricchezza e varietà ecologica.

Vi spieghiamo perché: circa un migliaio di anni fa Staten Island si è andata a formare grazie a residui di ghiaia e sabbia depositatisi in seguito allo scioglimento dei ghiacciai. Ciò ha fatto sì che si creasse un ecosistema prevalentemente paludoso, mantenuto tale dalla presenza di umidità garantita dall’estuario del fiume Hudson. Questa combinazione di elementi ha dato vita a un particolare microclima che fino ad oggi ha garantito il mantenimento della ricchezza naturale del territorio, che ha sviluppato impressionanti doti di autosostentamento, lontano dallo sviluppo e dall’urbanizzazione forzata dell’isola.

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Nonostante ciò, gli effetti della discarica stessa sulla città newyorkese sono stati molteplici e ovviamente dannosi, intaccando la qualità dell’aria, della vita e dell’ecosistema in generale. 

Da qui la decisione di chiudere questo luogo di degradazione e decomposizione, “promemoria di spreco, eccesso e negligenza ambientale”, che si configura come un atto di reinvenzione e rinascita. L’obiettivo principale è di trasformare Staten Island in un luogo dove le persone siano felici di rimanere, di mettere su famiglia, di vivere.


5 aree, 809 ettari e infinite possibilità

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La realizzazione del Parco, promossa dalla competizione di design internazionale lanciata nel 2001 dalla Società Municipale delle Arti in collaborazione con la Città di New York, trova origine nel Draft Master Plan. Si tratta di un programma illustrato in cui viene descritto passo-passo il progetto di risanamento e riqualificazione degli oltre 800 ettari di territorio, destinati ad essere suddivisi in 5 diverse aree, distinte tra loro in base alla particolare geografia del territorio e alle opportunità offerte da questo. Il cuore pulsante del parco, The Confluence, conduce alle restanti 4 aree, ovvero North Park, caratterizzata da spazi naturali aperti in cui poter pescare o osservare il volo degli uccelli; South Park, area adibita alle attività ricreative, tra cui percorsi in mountain bike, picnic e giochi per bambini; East Park, con un campo da golf, un centro educativo e installazioni artistiche; West Park, in cui avrà sede un monumento in terra battuta in memoria dell’11 settembre, oltre alle infrastrutture di gestione e amministrazione del parco.

Data la portata del progetto, la realizzazione è stata suddivisa in 3 fasi, ognuna della durata di ben 10 anni. La riapertura ufficiale avrà luogo entro la fine dell’anno e sarà seguita in primavera dall’inaugurazione dell’area Nord del Parco. Essendo i lavori iniziati nel 2006, nel 2036 quest’oasi verde dovrebbe essere completata e noi non vediamo l’ora!

Sul sito del Parco è possibile trovare informazioni, curiosità, fotografie e tour virtuali. Ciò che a noi di Warm Burrow ha colpito maggiormente è stato osservare, sfogliando la bellissima timeline Landfill to Park, come la discarica più grande al mondo si sta trasformando in un vero e proprio Paradiso in terra



di Alice Nardiotti



Fonti:

https://freshkillspark.org/

https://www.greenme.it/informarsi/ambiente/discarica-fresh-kills-trasformata-area-verde/

https://www.nytimes.com/2011/09/30/nyregion/fresh-kills-once-a-landfill-is-environmentally-transformed.html

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