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LEGO: la “finta” svolta green

LEGO: la “finta” svolta green

La celeberrima azienda, leader mondiale nella produzione di giocattoli che da oltre sessant'anni ormai sono nel cuore dei più piccoli, si trova davanti ad una sfida epocale

LEGO ha annunciato già da due anni di voler rimuovere totalmente la comune plastica per sostituirla con un’altra vegetale biodegradabile entro il 2030, nonostante siano ormai vent’anni che si parla della questione “ambiente”. La svolta green è dovuta al fatto che per produrre i mattoncini dai colori sgargianti con cui tutti noi abbiamo giocato, ogni anno vengono prodotte milioni di tonnellate di CO2, ovviamente dannose per la nostra Terra.

La prima bioplastica targata LEGO

Purtroppo non è un problema così semplice da risolvere perché i venturi mattoncini devono rispondere a diverse esigenze. La più importante è l’adattabilità alle diverse temperature: è ovvio che un bambino dell’Arabia Saudita debba poter giocare senza il timore che la sua monumentale opera gli si sciolga in mano. In secondo luogo il materiale dovrà essere adeguato alle migliaia di forme esistenti che variano da una collezione all’altra.


L'azienda ha inoltre collaborato con il WWF per la creazione di una plastica generata da fonti sostenibili e ha aderito alla Bioplastic Feedstock Alliance, un'iniziativa per garantire il rifornimento sostenibile della canna da zucchero per l'industria delle bioplasticheNell’agosto del 2018 sono stati introdotti i primi elementi ecosostenibili che comprendono arbusti, cespugli e altri elementi vegetali, realizzati con un prodotto derivante da una speciale lavorazione della canna da zucchero.Questa però rimane solo una sperimentazione in quanto i primi blocchi sono stati distribuiti solo in alcuni Paesi, tra cui UK, USA, Germania, Austria e Canada.

Ecosostenibili entro il 2030: è possibile?

Per poter trovare un materiale la quale produzione sia ad impatto zero è stato riservato circa un miliardo di corone danesi, equivalenti a 134 milioni di euro, e sono stati testati circa 200 materiali diversi ma senza risultati apprezzabili. 

Il 2030 sarà l’anno in cui i cambiamenti climatici saranno irreversibili, e ad undici anni da questa data sorge spontanea una domanda: LEGO ci riuscirà oppure non sta facendo abbastanza per raggiungere l’obiettivo?

E tu cosa ne pensi? Sarà possibile? Diccelo nei commenti! 

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