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Le nuove specie scoperte dal 2018: quelle che non avete mai visto!

Come ogni anno, dal 2008 a questa parte, il College of Environmental Science and Forestry (ESF) di New York ha annunciato la top 10 delle specie più interessanti tra le nuove scoperte. Ogni anno vengono descritte in media 18 mila nuove specie mentre circa 20 mila si estinguono: se non ci si impegna nel lavoro di catalogazione, dunque, si rischia di perdere traccia di vita animale o vegetale prima ancora di conoscerla. 


Noi di Warm Burrow, sempre curiosi di conoscere qualcosa di nuovo e di condividerlo con voi lettori, abbiamo deciso di presentarvi le top 10 specie più interessanti scoperte dal 2018 ad oggi.


Siete curiosi? Continuate a leggere il nostro articolo e scopriamo insieme come la natura ci sorprende ogni giorno di più!

Il protista



Scoperto in un acquario di San Diego, California, l'Ancoracysta twista è un protista, un organismo unicellulare che sembrerebbe appartenere a una linea evolutiva di eucarioti finora sconosciuta, caratterizzata da un DNA mitocondriale particolarmente ricco. Gli eucarioti sono tutti quegli organismi caratterizzati da un nucleo cellulare ben definito e delimitato da membrana. Non è chiaro da dove provenga, ma è stato trovato su un corallo in una vasca tropicale dell'acquario. Il numero importante di geni nel DNA mitocondriale apre una finestra importante sulla storia evolutiva del dominio cui appartiene.

Il gigante


Finora l'unica pianta nota del genere Dinizia era stata scoperta in Amazzonia. Nella Reserva Natural Vale di Espirito Santo, in Brasile, è stata trovata una specie "sorella": la Dinizia jueirana-facao, un albero di 40 metri di altezza e 62 tonnellate di peso. Se ne contano soltanto 25 esemplari, metà dei quali nella riserva. La pianta è quindi seriamente minacciata di estinzione

Il crostaceo di Notre-Dame


Questo anfipode dell'Oceano Antartico, ribattezzato Epimeria quasimodo, prende il nome dal gobbo letterario proprio in merito alla forma ricurva del suo dorso. Il piccolo invertebrato è lungo 50 mm.

Lo scrocca passaggi seriale


Classico tipo odiato da tutti eppure esiste anche in natura, sarà un caso o semplicemente sfortuna? Il Nymphister kronaueri, un minuto scarabeo (1,5 mm) della Costa Rica, condivide habitat e cibo con una specie di formica dalle abitudini nomadi, la Eciton mexicanum. Questa trascorre in genere due o tre settimane in viaggio, e due o tre in un unico luogo in cui fare rifornimento. Per evitare fatiche, durante le "trasferte" lo scarabeo si aggancia con le sue fauci all'addome della formica, di cui imita forma, dimensioni e colore, e si lascia trasportare. 

Il diamante raro

Il primate più raro è il Pongo tapanuliensis, una nuova sottospecie di orango identificata nell'area di Batang Toru, Sumatra settentrionale. Questa popolazione è distinta sia dagli oranghi di Sumatra (Pongo abelii) sia da quelli del Borneo (P. pygmaeus). Mentre le prime due specie si separarono 674 mila anni fa, il tapanuliensis lo fece molto prima, circa 3,38 milioni di anni fa. Ne restano soltanto 800 esemplari, in un'area di un migliaio di metri quadrati nelle foreste collinari tra i 300 e i 1.300 metri di quota.

Il re della profondità

Misura poco più di un centimetro, quanto un girino, eppure lo Pseudoliparis swirei è all'apice della catena alimentare nella Fossa delle Marianne, dove è stato ritrovato grazie a un'esca. Vive a profondità comprese tra i 6.898 e i 7.966 metri (8.200 metri è considerato il limite oltre il quale i pesci non possono sopravvivere) e appartiene a una famiglia di pesci ossei marini, i Liparidi.

Il bello

Anziché ricavare nutrienti da Sole e CO2 come la maggior parte delle sue simili, questa rara pianta scoperta in Giappone - la Sciaphila sugimotoi - ricava il suo cibo da un fungo simbionte (un comportamento noto come eterotrofia). Si fa perdonare con un'irresistibile fioritura, tra settembre e ottobre.

L’inospitale

A tre anni dall'eruzione del vulcano Tagoro, al largo di El Hierro, isole Canarie (2011), nel nuovo cono vulcanico, alla profondità di circa 130 metri, si sono formate delle strutture filamentose, simili a capelli: si tratta dei prodotti di una nuova specie batterica, la Thiolava veneris, adattatasi al nuovo ecosistema acquatico creato dall'evento eruttivo. Le cellule batteriche allineate sono protette da una guaina, che gli scienziati hanno soprannominato "capelli di Venere", la dea nata dalla schiuma del mare. 

Il leone onnivoro

Non tutte le nuove specie devono necessariamente essere ancora in vita. Il Wakaleo schouteni si è estinto da un pezzo: il leone marsupiale grande come un odierno husky siberiano viveva 23 milioni di anni fa nelle foreste australiane ed è stato scoperto solo negli ultimi anni. Trascorreva parte del suo tempo sugli alberi e aveva abitudini onnivore.

Lo scarabeo delle caverne

Lo Xuedytes bellus, 9 millimetri appena, è stato scoperto in una grotta di Du'an, nella provincia di Guangxi in Cina. Come molti suoi simili abituati all'oscurità ha lunghe zampe da ragno, ma in più mostra anche un capo e un protorace (la parte che precede l'addome) eccezionalmente allungati


Nuove specie vengono scoperte ogni anno nel meraviglioso panorama terreste, allora perché non conservarlo? Perché invece di continuare a distruggerlo non ci impegniamo per ricostruirlo insieme? Noi di Warm Burrow siamo qui proprio per questo, continua a leggere i nostri articoli per scoprire come fare! 


Ilaria Pietroniro

https://www.focus.it/ambiente/natura/le-10-nuove-specie-piu-interessanti-del-2018

https://www.wired.it/scienza/ecologia/2018/05/31/10-nuove-specie-animali-2018/

https://www.greenme.it/informarsi/natura-a-biodiversita/nuove-specie-2018/

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