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La raccolta differenziata in Francia: tra le peggiori d’Europa

In Europa, come vi avevamo spiegato qualche articolo fa, il 76% dei cittadini afferma di fare regolarmente la raccolta differenziata. Ciò significa che tutti i Paesi che ne fanno parte sono un esempio da seguire in materia di riciclaggio?

Non proprio, vediamo nel caso specifico, come si svolge la raccolta differenziata in Francia

La Francia, rappresenta in questo caso una delle pecore nere in materia di rifiuti, raggiungendo nelle statistiche del 2017 una percentuale di riciclo inferiore al 40%. Che succede al restante 60%? Viene bruciato o finisce sepolto nelle discariche.

raccolta differenziata in francia

Lo smistamento dei rifiuti

Vediamo innanzitutto come funziona la raccolta differenziata in Francia, dato che ha un sistema di smistamento dei rifiuti un po’ diverso da quelli che abbiamo visto fino ad ora nelle sue “vicine di casa”, la Germania e l’Austria.

Partiamo dal presupposto che il Tri Sélectif, ovvero la raccolta differenziata, non è obbligatoria in territorio francese, eccetto nel caso di attività commerciali. Il che significa che i cittadini, spinti dal libero arbitrio, possono valutare da sé se effettuarla o meno: nessun controllo, nessuna sanzione.

Inoltre, il sistema di smistamento disponibile prevede tre tipologie di raccolta, tra cui, udite udite, non è prevista quella dell’umido. Infatti, il riciclo è dedicato unicamente alla carta e agli imballaggi e si dividono così:

  • Bidone giallo dove si gettano imballaggi di cartone, insieme a riviste, giornali, ma anche bottiglie e flaconi di plastica, oltre a contenitori di metallo;
  • Bidone verde, a cui conferire bottiglie, vasi e vasetti di vetro;
  • Bidone rosso, dove buttare tutto il resto.

Per quanto riguarda i rifiuti organici, il governo sembra essersi recentemente impegnato nell’implementazione di diverse soluzioni, come il compostaggio domestico privato o condominiale. 


Cosa c’è che non va?

Facciamo un passo indietro e cerchiamo di mettere in evidenza i problemi che stanno alla base del (mal)funzionamento del riciclaggio in Francia.

Il problema più evidente è rappresentato senz’altro dal divario netto che si crea tra i diversi tipi di raccolta: nel 2018 la Francia, secondo le statistiche pubblicate da CITEO (attuale ente responsabile del riciclo dei rifiuti), raggiunge alti tassi di recupero di materiali come l’acciaio, la carta e il vetro, ma si ferma a una soglia rispettivamente del 44% e del 25% di ’alluminio e plastica. Il dato che davvero preoccupa è proprio quest’ultimo: com’è possibile che un Paese così sviluppato abbia una soglia così irrisoria di riciclo di un materiale altamente inquinante per il Pianeta quale la plastica?

Questi dati spaventosi hanno fatto sì che lo Stato blu bianco rosso si affaccendasse in questi anni per dare vita a una proposta di legge anti spreco a favore di un’economia di tipo circolare, approvata dal Senato a gennaio 2020. Tra i provvedimenti, un’occhio di riguardo è stato rivolto proprio al tema “scottante” della plastica: oltre ad obiettivi di diminuzione e totale abolizione entro il 2040 di tutti gli oggetti monouso, viene promessa l’introduzione di target per il loro riutilizzo e riciclo entro i prossimi due anni. Sempre all’inizio di quest’anno, la raccolta differenziata della plastica si estende a tutti gli imballaggi, non limitandosi più unicamente a flaconi e bottiglie. In quest’ottica il 2025 viene fissato come traguardo entro il quale portare il tasso di riciclo della plastica al 100%. 


Per ora, il giudizio rimane sospeso

Le premesse per un miglioramento ci sono e sembrano già essere state messe in pratica dal Governo. Ora non possiamo che rimanere in attesa e sperare che i francesi facciano del loro meglio per poter contribuire insieme al resto dell’Europa a salvare quanto possibile. Riusciranno a ridurre al minimo gli sprechi, differenziare, recuperare e dare nuova vita a tutti quei rifiuti che fino ad ora non hanno fatto che accumularsi nelle discariche sul territorio?


Alla prossima tappa del nostro viaggio nel mondo della raccolta differenziata!



di Alice Nardiotti




Fonti e immagini:

https://www.agglo-lenslievin.fr

https://www.citeo.com

www.ecologique-solidaire.gouv.fr 

 

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