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La raccolta differenziata dell’umido: che sacchetto usare?

 

Per fare una buona raccolta differenziata dell’umido è fondamentale seguire tutti i passaggi utili a non rendere vane le nostre buone intenzioni. Sulla nostra rubrica “Dove lo butto?” la scorsa settimana abbiamo inaugurato il nuovo e ultimo capitolo di “Lezioni di raccolta differenziata”, introducendo uno dei più grandi problemi che affligge la società globale: lo spreco alimentare. 

Quindi, premesso che l’azione di ognuno di noi è centrale per poterlo combattere, ecco che noi di Warm Burrow interveniamo per potervi dare un incentivo e dei consigli validi per non continuare ad alimentare (anche inconsapevolmente) questo fenomeno che, oltre a danneggiare e impoverire la Terra, fa patire, ammalare e morire di fame miliardi di persone.


Consumatori responsabili e non solo

Il primo step per fare la raccolta differenziata in generale è essere un consumatore consapevole e responsabile, che sa scegliere con intelligenza i prodotti (di qualità, ecosostenibili, riciclabili e assolutamente non usa e getta) e che quindi agisce a favore del proprio benessere, quello degli altri e, last but not least, del Pianeta intero. 

Il secondo passo da fare, nel caso più specifico della raccolta dell’umido, è scegliere il sacchetto giusto. Come molti di voi già sanno, esistono diversi tipi di sacchetti che per composizione possono essere idonei o meno al riciclo. Tra questi, uno che sicuramente non è adatto ai rifiuti organici è il sacchetto di plastica: diciamo che sarebbe meglio se i fertilizzanti che vengono utilizzati per coltivare i terreni e produrre il cibo che ingeriamo non contenessero sostanze tossiche.


Qual’è il sacchetto giusto?

Ad esclusione di quelli in plastica, i sacchetti che si trovano in commercio sono tra i più vari. Per la raccolta dell’umido, però, esiste solo una variante ottimale, ovvero quella dei sacchetti biodegradabili e compostabili. Attenzione però: devono essere sia biodegradabili che compostabili, non l’uno o l’altro. Qualche tempo fa vi avevamo raccontato in un articolo le differenze principali tra i due termini, vi ricordate? Sono proprio queste caratteristiche a rendere la loro compresenza necessaria al fine di poter avviare al riciclo i nostri rifiuti. Per sapere con certezza se il sacchetto che stiamo utilizzando è biodegradabile e compostabile è sufficiente un piccolo accorgimento, ovvero controllare se sulla superficie è stato riportato uno dei simboli riportati qui sotto, oltre alla dicitura Sacchetto conforme alla normativa UNI EN 13432-2002 o scritte simili che si riferiscano alla normativa in questione. 


Quali saranno i prossimi step?

Dopo aver messo le fondamenta, è giunto il momento di dedicarsi al succo del discorso: cosa buttare nella raccolta dell’umido e cosa assolutamente no? 

Avete qualche dubbio in merito? Cosa pensate di sapere a proposito? Fatecelo sapere nei commenti qui sotto, la prossima settimana risponderemo ai vostri quesiti!


di Alice Nardiotti



Fonti:

https://www.compost.it/ 

https://www.eticamente.net/35606/raccolta-differenziata-umido.html 

www.warmburrow.it 


Immagini:

www.google.it 

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