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La Plastic Tax che cos’è? è una buona idea?

Ancora una volta per la nostra rubrica dedicata all’ecosostenibilità parliamo di plastica, più precisamente oggi affronteremo il tema della plastic tax: l’imposta a cui ha pensato il governo italiano per rendere lo stato più sostenibile. Questa notizia ha scaldato gli animi di ecologisti, produttori e consumatori.

plastic tax

Plastic tax: come funziona?

La tassa prevede il pagamento di un euro al chilogrammo e verrà applicata agli imballaggi realizzati in plastica, la principale argomentazione dei produttori si riferisce al fatto che non c’è però ancora alcuna restrizione sul tipo di imballaggi, vale a dire che non esclude quelli riciclati, il che andrebbe, secondo  Confindustria a

penalizzare gli enormi sforzi che le imprese stanno compiendo per la completa transizione verso l’economia circolare, sottraendo inoltre importanti risorse per gli investimenti in sostenibilità ambientale. La misura rischia, infine, di compromettere il buon funzionamento del sistema dei consorzi per la gestione e il riciclo degli imballaggi, che da più di vent'anni ha consentito al nostro Paese di essere leader nell’economia circolare e di raggiungere tutti gli obiettivi europei per il riciclo” - “L’introduzione di una “tassa sulla plastica” equivarrebbe, quindi, a una sorta di doppia imposizione e - come tale - sarebbe ingiustificata sia sotto il profilo ambientale che economico e sociale”.


Le aziende in effetti stanno già lavorando per la sostenibilità e lo fanno pagando il CAC: il Contributo Ambientale attraverso cui il Conai (consorzio nazionale imballaggi), spartisce tra produttori e utilizzatori i costi della raccolta differenziata, del riciclo e del recupero dei rifiuti degli imballaggi. Questa ecotassa costa 350 milioni di euro l’anno e contribuisce concretamente al recupero dei materiali, al contrario la tassa sulla plastica è vista come una manovra commerciale che va a penalizzare sia produttori che consumatori. Il settore del riciclo rappresentato dal consorzio Corepla, quelli di settore Conip e Coripet, le imprese riunite dalla Confindustria, Unionplast, Plastics Europe, assieme ai sindacalisti della Cgil, protesta contro un’imposta solo apparentemente a scopo ambientalista ma, al contrario, destinata al Fisco.

Plastic tax: cosa ne pensi tu?

Noi crediamo che lo scopo della Plastic Tax sia quello di disincentivare il consumatore ad acquistare plastica monouso, invogliandolo ad optare per qualche altro tipo di imballaggio più sostenibile. D’altra parte non è giusto penalizzare un intero settore che sta già lavorando per un corretto riciclo dei rifiuti, che se opportunamente gestito e valorizzato può garantire un approvvigionamento sostenibile e continuo negli anni


Siamo solo stanchi di un governo che continua a prenderci in giro, che sembra preoccupato delle conseguenze dei cambiamenti climatici ma non ha ancora preso alcun provvedimento autentico. Che maschera da iniziativa a favore dell’ambiente un’altra comune tassa per ingrassare le proprie tasche, come sempre sulle spalle dei cittadini. 


Cosa ne pensi della plastic tax? Credi sia davvero una soluzione per ridurre il consumo non consapevole di plastica? O solo una manovra fiscale che penalizza produttori e consumatori? Raccontaci la tua opinione in un commento qui sotto, per un confronto più approfondito ricorda che siamo anche su Instagram e Facebook!

Chiara Di Niccolo

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