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La crisi mondiale dell'acqua: noi non sopravviveremo

“L’acqua è vita, senza moriremmo”, frase che sentiamo ripetere dalle scuole elementari, eppure sembra che non abbiamo ancora ben capito questo concetto.


È facile aprire il rubinetto quando vogliamo ed avere a nostra disposizione tutta l’acqua potabile che desideriamo, facile se vivi in un paese sviluppato perché, ricordiamocelo, non tutti hanno questa fortuna.

Pensate ad esempio che solo nel 2004, secondo le stime di OMS e UNICEF, una persona su sei beveva ancora acqua non potabile, oggi questo dato è destinato ad aumentare se non iniziamo a darci da fare.


Non avere accesso ad acqua potabile rende difficile o impossibile il mantenimento di una buona igiene e lo sviluppo di servizi sanitari. La carenza di acqua ha iniziato a dare i primi segni nel XIX secolo, si scoprì infatti che questa mancanza avesse incentivato alcune epidemie di colera. Il problema però, dopo alcune apparenti riprese durante il XX secolo, diventa sempre più urgente con l’arrivo del nuovo millennio, nel suo esordio inizia “Water for life”, programma d’azione per il decennio 2005-2015. In effetti funzionò: 2.6 miliardi di persone ottennero l’accesso ad acque potabili.


Nel 2018 però ancora 2.1 miliardi di persone vivono senza la disponibilità di acqua nelle proprie abitazioni, e la mancanza della nostra risorsa più importante infierisce spaventosamente sulla qualità di vita. Esiste un programma il cui obiettivo è quello di garantire l’accesso ad acqua potabile in tutto il mondo entro il 2030, un’ardua sfida considerando che è stata proclamata una crisi mondiale dell’acqua.


Nonostante il nostro pianeta ne sia ricoperto per il 70% della sua superficie, ciò che non tutti sanno è che tra questo 70% il 97% è costituito da acqua salata e il 2% è intrappolata nei ghiacciai: ciò che resta agli uomini è solo un misero 1%, quantità che in parte ricaviamo dal sottosuolo con operazioni spesso complesse e costose con il rischio di prosciugare le falde acquifere, in parte da fiumi e laghi. 


Ci troviamo quindi con una risorsa così importante ma così ristretta e una popolazione che continua a crescere: si pensi solo che nel 1800 il mondo contava 1 miliardo di abitanti e nel 2012 siamo arrivati a 7 miliardi, ma il nostro consumo di acqua è cresciuto a dismisura nell’ultimo secolo.

Da cosa deriva tutto questo sconfinato impiego d’acqua?

Se vi piacciono i dati sappiate che utilizziamo solo l’8% per lavarci e per lo scarico dei sanitari, il restante 92% è destinato ad  agricoltura e industria. Quando acquistate qualcosa ricordatevi che viene dispersa una grandissima quantità d’acqua nel settore produttivo, soprattutto quello della carne. Insomma ci comportiamo come l’acqua se fosse un bene inesauribile. Il problema però è che non è di certo una fonte illimitata, e ci sono già zone in cui si stanno attraversando veri e propri periodi di siccità e carestia.


Leggi anche: Cambiamenti climatici: è possibile evitarli? https://warmburrow.com/blogs/notizie/cambiamenti-climatici-e-possibile-evitarli


Città del Capo nel 2018 è stata la prima a superare il fatidico day zero: il giorno in cui la disponibilità di acqua annuale inizia ad essere seriamente critica. La soluzione? Impedire l’accesso all’acqua nelle abitazioni, tutti gli abitanti devono infatti recarsi a dei pozzi comuni e prelevare non più di 25 litri a persona al giorno. 


Città del Capo è solo la prima, Città del Messico, che negli ultimi anni è stata palco di una  velocissima crescita demografica, ora non riesce a soddisfare il fabbisogno di tutti gli abitanti. Molte altre città hanno già sperimentato la mancanza di acqua per diversi periodi, ma tutti siamo a rischio. Tra quelle che seguono Città del Capo, più vicine al day zero troviamo San Paolo, Melbourne, Londra, Pechino, Istanbul, Tokyo, Barcellona e Città del Messico sono le più a rischio. Molti si stanno impegnando a posticipare il temuto giorno, in alcuni casi ottenendo anche alcuni risultati, ma la lotta non deve fermarsi.


È sempre così, ci accorgiamo del valore di qualcosa quando scarseggia o manca, non lasciamo succeda anche con l’acqua, ricordiamoci che è la nostra prima fonte di vita.

E tu? cosa farai per salvaguardare il bene più prezioso che abbiamo? Scrivicelo in un commento qua sotto!







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