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L’Educazione Ambientale diventerà una materia del sistema didattico italiano

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Le scuole italiane dall'anno prossimo riserveranno un'ora settimanale allo studio dei cambiamenti climatici, le loro cause e le loro conseguenze, diventando così il primo stato al mondo a rendere obbligatoria la sensibilizzazione su questo argomento per gli studenti della scuola dell'obbligo. Saranno 33 ore distribuite nell'arco dell'anno scolastico, incorporate nel programma didattico nazionale da Settembre 2020.

 

Questo grande passo avanti, effettuato per volere del ministero dell’istruzione Lorenzo Fioramonti, prevede lo studio dei cambiamenti climatici e dell’ecosostenibilità per un’ora alla settimana: un piccolo sforzo che sarà forse in grado di cambiare la mentalità delle generazioni future.


I giovani di tutte le età studieranno l’educazione ambientale incorporata al programma di educazione civica. Quest’ultima, già obbligatoria è stata aggiunta al programma didattico con la legge del 20 agosto 2019, n. 92, entrata ufficialmente in vigore il 5 settembre 2019 e introduce nelle scuole di ogni ordine e grado l’insegnamento trasversale dell’educazione civica, il cui insegnamento è istituito a partire dall’anno scolastico 2020/2021. Con la nuova proposta di Fioramonti questa comprenderà anche educazione ambientale assieme ad altre materie quali geografia, matematica e fisica, affrontate sotto una prospettiva ecosostenibile.


Fioramonti, membro del Movimento 5 stelle (M5S) durante l'audizione in commissione congiunta cultura di Camera e Senato afferma di voler: “fare di quello italiano il primo sistema scolastico che pone al centro dei suoi insegnamenti il rispetto dell’ambiente e della sostenibilità” - “l'intero ministero sta cambiando affinché la sostenibilità e il clima siano al centro del modello educativo


Un gruppo di esperti da tutto il mondo si sta confrontando con il ministro dell’ambiente su come aggiornare il programma didattico per renderlo in linea con le tematiche sopracitate.
(Traduzione dell’articolo Italy to become first country to make climate change education compulsory in schools.)

Ti importa davvero?

Noi di Warm Burrow siamo molto entusiasti di questa iniziativa, in primo luogo perché siamo sempre a favore della sensibilizzazione e l’informazione, soprattutto su un tema così delicato e di interesse comune. È importante formare gli studenti sin dagli albori della loro istruzione, così da plasmare il loro senso civico a favore del rispetto dell’ambiente, per formare cittadini consapevoli e rispettosi nei confronti della nostra casa. 


D’altra parte abbiamo visto come i giovani siano mediamente i più preoccupati dell’emergenza climatica, a dimostrazione di ciò possiamo considerare sia la giovane età della giovane attivista svedese che ha mobilitato il mondo intero, sia a tutti quegli studenti che ogni mese scendono in piazza per i Fridays for future. Dovremmo forse pensare ad educare gli adulti, più che i giovani?


E tu cosa ne pensi? credi che sia giusto parlare di queste tematiche a scuola?

Dicci la tua in un commento qui sotto e condividi se l’articolo ti è piaciuto!

 

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