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Invenzioni geniali e sostenibili

Benvenuti sulla nostra rubrica settimanale dedicata alla sostenibilità, dove parliamo di iniziative, idee, personaggi e azioni che hanno come fine uno stile di vita eco compatibile.


Vi abbiamo raccontato di artisti, progetti e iniziative green volte a sensibilizzare sempre più persone all’ecosostenibilità, persone e comunità che con i propri strumenti fanno del loro meglio per migliorare il pianeta e ripulirlo dall’inquinamento. Oggi vediamo alcune invenzioni brillanti e creative che mettono in primo piano la salvaguardia del pianeta.


La salt lamp di Aisa Mijeno


Aisa Mijeno è ingegnere e imprenditrice filippina, e ha da poco inventato una lampada che, completamente sostenibile, funziona con il sale.


Contiene una cella galvanica, che permette di convertire energia chimica in energia elettrica: riempiendo la lampada di acqua salata questa funzionerà per 8 ore, dopodichè basterà cambiare l’acqua per avere energia elettrica (quasi) infinita; questo perché ogni sei mesi circa sarà necessario cambiare l’anodo all’interno della lampada, il che ha comunque un costo esiguo.


Sì, perché una delle sfide principali di Aisa era quella di creare un oggetto affidabile, che durasse nel tempo, ma che fosse anche economico. Si può dire che tutte queste qualità siano state raggiunte con successo, infatti la Salt Lamp produce 90 lumen di luce al costo di soli venti dollari, a cui si aggiungono i tre dell’anodo ogni sei mesi circa. È più sicura delle lampade a cherosene ed è progettata  per quelle aree senza una rete energetica, in quanto l’acqua del mare è l’unico componente necessario all’illuminazione.


“Nel 2010 ho vissuto con la tribù Butbut, nella regione della Kalinga. Qui non c’era elettricità, e gli abitanti ogni due giorni dovevano partire alle 3 del mattino per un cammino di 6 ore alla ricerca di cherosene per illuminare le loro case di notte. Ma una cosa che tutti i filippini hanno nelle loro case è l’acqua salata; volevo rendermi utile sfruttando le mie conoscenze pregresse in ambito scientifico, così mi chiesi se esistesse una reazione chimica per cui acqua e sale potessero dare luogo ad energia elettrica. Mi dissero che sarebbe stato impossibile, ho provato e fallito più volte, ma ce l’abbiamo fatta. 

(Motherjones.com)


Mariko Higaki Iwai e Flo in aiuto alle ragazze che vivono in condizioni di povertà

Mariko Higaki Iwai è una product designer giapponese che con il suo progetto Flo ha reso più semplice la vita di migliaia di ragazze. 


In quasi ogni società non si è ancora superato definitivamente il tabù del ciclo mestruale, ma se nei paesi sviluppati questo significa solo dover sopportare battute di dubbio gusto o accettare che i tamponi non siano classificati come “beni di prima necessità”, in quelli in via di sviluppo significa ben altro.


Uno studio portato avanti da Nike Foundation e Fuseproject mostra come solo il 10% delle ragazze utilizza tamponi veri e propri, rispetto a stracci o qualunque tipo di tessuto disponibile. Questi per motivi di igiene non possono essere lavati assieme agli altri vestiti o stesi ad asciugare assieme all’altra biancheria. Anche nei luoghi pubblici non vi è privacy per le ragazze che necessitano di lavare i propri tamponi, questo in molti casi è causa di forti insicurezze per le ragazze che, spesso, decidono di non frequentare le lezioni o lasciare direttamente la scuola.


Il progetto Flo vuole cambiare tutto questo: permette alle adolescenti che vivono nei paesi in via di sviluppo a vivere il ciclo mestruale con naturalezza e senza paura che gli altri se ne accorgano, permettendo così di oltrepassare la barriera sociale del pregiudizio e le condizioni igieniche critiche. Flo è un sistema che permette di lavare e asciugare i tamponi tenendoli lontani da occhi indiscreti, tuttavia uno dei suoi scopi principali è quello di cambiare la mentalità di questi paesi abbattendo il tabù del ciclo mestruale.

marikoproduct


(Marikoproduct_Flo)


Lampadario bionico di Julian Melchiorri

Julian Melchiorri è un inventore e ingegnere italo-britannico, e la creazione di cui parleremo oggi è il suo lampadario vivente.


Questa invenzione vuole evidenziare come i progressi delle biotecnologie e dell'ingegneria possono essere applicati agli oggetti che usiamo ogni giorno al fine di migliorare la qualità delle nostre vite.


Il lampadario di Melchiorri è realizzato con 70 foglie di vetro nelle quali si trovano delle alghe, queste sono connesse a una centrale che nasconde una fonte di luce a LED tramite piccoli tubi di sostanze nutrienti. La luce naturale assieme a quella dei LED permettono il compimento della fotosintesi che mantiene le alghe in vita e permette la purificazione dell'aria. 


Per questo Melchiorri oltre ad essere ingegnere e designer è anche un ricercatore all'avanguardia nel settore delle biotecnologie. Il suo lampadario innovativo è il frutto di molti anni di sviluppo della sua tecnologia a dir poco unica della foglia artificiale


Per sviluppare questo sistema il designer lavora con forme di vita microbiologiche sfruttando i principi base della fotosintesi basati sulla conversione di anidride carbonica in ossigeno, tutto questo unito a uno splendido prodotto di design.



(Julian Melchiorri_Bionic chandelier)


Queste tre invenzioni sono un ottimo esempio per unire quelli che sono i punti cardine della filosofia di Warm Burrow: Fai del tuo meglio con gli strumenti che hai per portare un cambiamento positivo nel mondo e ricorda sempre che sostenibilità è sostenere.


Questi inventori hanno sfruttato le loro conoscenze per migliorare la qualità di vita di un gruppo di persone; se solo tutti nel mondo facessimo quanto a noi possibile per rispettare l’ambiente e aiutare le comunità non tarderemmo a raggiungere uno stile di vita completamente sostenibile ed equo solidale.

 

Chiara Di Niccolo

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