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La quarantena rallenta le emissioni, ma dopo cosa succederà?

In Italia dopo più di 55 giorni di completo lockdown abbiamo iniziato a contare giorni, ore e minuti che mancano alla nostra libertà. Questo periodo di isolamento che abbiamo amato e odiato allo stesso tempo ha fatto nascere in noi grandi consapevolezze. Molti di noi hanno scoperto nuovi hobby, o coltivato le passioni che hanno dovuto abbandonare per impegni scolastici o lavorativi.

Lockdown coronavirus

 

Anche il nostro pianeta ne ha ricavato dei benefici, vi abbiamo raccontato come la natura sta ripopolando gli spazi che l’uomo le ha rubato: nei mari e in città torna la fauna caratteristica, in India l'Himalaya torna visibile, i delfini ripopolano i mari italiani e si sono viste moltissime immagini satellitari che mostrano la diminuzione di anidride carbonica nell'aria.


Tutto questo in grande contrasto con i dati dello scorso anno.


Pochi giorni fa Copernicus Climate Change Service ha pubblicato il suo rapporto annuale sullo stato del clima in Europa riferito al 2019, in cui mette a confronto la media delle temperature europee e quelle globali. Ne emerge che il 2019 è stato uno degli anni più caldi mai registrati, e il primo mese del 2020 è stato il gennaio più caldo in assoluto.


Ma non è finita qui


Lo studio di Copernicus evidenzia come dal 2000 ad oggi abbiamo vissuto 11 dei 12 anni più caldi a partire dalla Rivoluzione Industriale, in particolare si parla di una continua tendenza al riscaldamento. 


Il 25 febbraio abbiamo pubblicato un articolo per discutere delle anomale temperature raggiunte in Antartide; per farlo siamo partiti analizzando la situazione climatica in Italia, in particolare nella nostra regione, per confrontare le temperature di quest'anno con quelle degli anni passati. 


Abbiamo controllato le medie climatiche degli ultimi 30 anni riferite al mese di febbraio, dove la media delle temperature massime oscillava tra i 6°C e i 9°C; quest'anno a febbraio sono stati sfiorati i 20 gradi, persino in Antartide.


Questi mesi di lockdown sono stati particolarmente benefici per l'ambiente: abbiamo visto moltissime immagini di animali che scorrazzano per le vie delle città e respiriamo finalmente aria più pulita. I fiumi sono più limpidi, così come il cielo, e finalmente non dobbiamo più fare i conti con quell’odioso odore di smog che si appiccica addosso, a cui sarete sicuramente abituati se vivete in una città particolarmente movimentata.


Sul nostro blog abbiamo espresso i nostri dubbi e le nostre preoccupazioni sull’impatto che la ripresa dal lockdown avrà sull’ambiente. Nel nostro ultimo sondaggio abbiamo chiesto il vostro parere: circa l’80% di voi ritiene che questa “pausa” non cambierà in nessun modo il corso degli eventi, ma anzi genererà una situazione analoga a quella pre Covid-19, se non peggiore.


Altri ritengono invece che questo periodo possa portare consiglio e suggerire nuovi metodi di lavoro: meno inquinante e che lascia più spazio al tempo libero, alla famiglia… 


Probabilmente la differenza principale tra i due punti di vista è la prospettiva temporale analizzata: immediata nel caso dei primi, una speranza più a lungo temine per i secondi.


Quello che succederà immediatamente nella cosiddetta Fase 2 lo vedremo con i nostri occhi a breve, ma facciamo qualche riflessione su quello che accadrà in un futuro un po’ più lontano.


Sul nostro blog vi abbiamo raccontato di moltissime iniziative e piani green che lasciano sperare nell’alternativa di un futuro più sostenibile; un esempio tra tutti è Toyota che nel 2021 presenterà Woven city: la città del futuro completamente sostenibile, con edifici in legno dotati di pannelli fotovoltaici e celle a combustibile a idrogeno per ridurre ulteriormente le emissioni. 


(Clicca sull’hyperlink per saperne di più)


Toyota fornisce un chiaro esempio di prospettiva per il futuro realizzabile concretamente, ci chiediamo quindi se sia possibile vedere il mondo mutare completamente in favore di un rapporto armonioso tra uomo e ambiente.


Il presidente del CSR Manager Network Fulvio Rossi fa un appello al Presidente del Consiglio Conte sottolineando l'importanza di mettere la sostenibilità in primo piano; Rossi afferma che affrontare il problema climatico non è un lusso o qualcosa da rimandare a un secondo momento, anzi: accettare questa sfida è il modo migliore per costruire un paese più dinamico ed equo. 


Vediamo buoni propositi che si uniscono a piani realizzabili che puntano al rispetto dell’ambiente, abbiamo prove che mostrano come l’uomo possa sfruttare la natura a suo favore senza danneggiarla, siamo convinti di possedere tutti i mezzi per poter cambiare radicalmente le nostre abitudini senza rinunciare ai comfort a cui siamo abituati, il cambiamento è possibile!


Chiara Di Niccolo

 







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