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Il coronavirus ci spaventa di più rispetto ai cambiamenti climatici?

Nell’ultimo periodo qualsiasi notizia al di fuori degli aggiornamenti sul Covid-19 passa in secondo piano. Questo è comprensibile dato il calibro dell’emergenza che stiamo vivendo.

Ce n’è un’altra però che non smette di preoccuparci, ed è quella climatica, il nostro timore si fonda soprattutto sulla futura ripresa delle attività dopo il lockdown globale per l’emergenza Covid-19, cosa succederà?

L’emergenza climatica ha, in qualche modo, cessato di essere minacciosa?

Per rispondere a queste domande abbiamo preparato un sondaggio per voi a cui potrai rispondere cliccando sull’hyperlink. Abbiamo messo a confronto le due emergenze globali che la nostra generazione sta affrontando, una delle due ha, necessariamente, priorità al momento, ma nel frattempo quanto cambia l’approccio all’altra?


Ripetiamolo, stimolare il terrore non aiuta!


Stimolare il terrore non aiuta, l’abbiamo detto moltissime volte riferito alla crisi climatica e ci sentiamo di ripeterlo anche parlando dell’emergenza Coronavirus. Guardando il telegiornale noto sempre più frequentemente servizi strappalacrime e giornalisti che pongono domande inopportune, quando si potrebbero dedicare quegli spazi ad approfondire meglio il tema delle misure di prevenzione o focalizzare l’attenzione su altre notizie.


Sofia Pasotto, esponente di Fridays for Future ricorda che:


«Con i primi contagi italiani del Coronavirus è scoppiata la fobia. Abbiamo assistito a interventi a livello globale e a una mobilitazione repentina internazionale con pochi precedenti. Tutto questo nel giro di poco più di un mese. E il bilancio è salito a 2.500 morti»


Perchè stimolare il terrore in un’emergenza di questo calibro? 

Per far rispettare più diligentemente le misure di prevenzione attuate?

L’aumento delle denunce dovute al mancato rispetto delle norme è il punto di partenza per incutere paura o ne è la conseguenza? 


Puoi rispondere a queste domande condividendo le tue opinioni nel sondaggio sovracitato, parleremo delle vostre risposte nell’articolo di settimana prossima.


Esiste un’emergenza più grave e una più trascurabile?


Uno dei motivi per cui il Coronavirus ci spaventa di più dei Cambiamenti climatici è sicuramente il raggio temporale d’azione. Siamo abituati a lunghe scadenze nel caso della questione climatica e nel momento in cui abbiamo visto un problema propagarsi così velocemente e in tutto il mondo tutta la nostra attenzione si è delocalizzata.

È importante inoltre considerare che se chi paga immediatamente le conseguenze del problema climatico sono le classi sociali più basse e le popolazioni dei paesi in via di sviluppo, l’epidemia può colpire tutti, nessuno escluso, anche i capi di Stato che sembrano “lavarsene le mani” sui rischi che i cambiamenti climatici comportano.


Per la prima volta vediamo, infatti, paesi che hanno rifiutato le misure necessarie per prevenire gli effetti devastanti dei cambiamenti climatici, mettere finalmente in secondo piano gli interessi economici per focalizzarsi sulla salute. 


Le due emergenze sono così diverse?


In Italia le vittime da Coronavirus salgono tristemente a 16.500, è un dato sconcertante considerando che è stato raggiunto nel corso di soli 3 mesi, ma per quanto riguarda i cambiamenti climatici?


L’agenzia europea dell’ambiente pubblica un’inchiesta sulle morti premature attribuibili all'esposizione al particolato sottile, ozono e biossido di azoto: alcune delle sostanze più responsabili dell’aumento della temperatura, considerando i dati ottenuti nel 2012 in 40 paesi europei. In Italia è stato registrato un totale di 84.400 decessi.


Spaventoso? Sì, ma nonostante questo non abbiamo mai preso misure preventive così drastiche come un completo lockdown come per l’emergenza Coronavirus, questo succede perchè siamo tutti vulnerabili allo stesso modo?


Il lockdown può aiutarci a risolvere anche l’emergenza climatica? Come cambierà la situazione dopo? 


Discuteremo assieme delle vostre risposte in un articolo in uscita lunedì prossimo!

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