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Greta Thunberg rifiuta il premio del Nordic Council 2019

Greta Thunberg rifiuta il premio ambientale del Nordic Council 2019 di 500mila corone. 

Protesta Santiago

Dopo aver partecipato allo sciopero per il clima di Vancouver e Santiago, dove hanno partecipato più di 15mila persone, Greta annuncia su instagram la vincita del premio ed esordisce così:


“Voglio ringraziare il Consiglio nordico per questo premio. È un grande onore. Ma il movimento per il clima non ha bisogno di altri premi. Ciò di cui abbiamo bisogno è che i nostri politici e le persone al potere inizino ad ascoltare la scienza attuale e migliore disponibile.”

 

La pesante critica alla politica odierna continua. I politici non stanno ascoltando la scienza, denuncia la giovane attivista svedese che non vede il cambiamento radicale che ci si aspetta da tempo. 

Nel 2015, è stato stipulato l’accordo di Parigi, al quale hanno aderito 195 Paesi in tutto il mondo con l’obiettivo di ridurre drasticamente le proprie emissioni di CO2 entro il 2020, questo per evitare che la temperatura globale superi la soglia di non ritorno di +2°C.

La lotta per l’ambiente continua dopo anche dopo la recente uscita degli USA da questo accordo, che fa intendere l’indifferenza della politica statunitense riguardo questa emergenza. 


Le parole di Greta suonano critiche ai governi dei paesi nordici i quali, si nascondono dietro le “belle parole” ma nella realtà dei fatti non rinunciano nella ricerca di fonti energetiche non rinnovabile. 


“In Norvegia, ad esempio, il governo ha recentemente rilasciato un numero record di permessi per cercare nuovo petrolio e gas. Il campo petrolifero e di gas naturale "Johan Sverdrup", dovrebbe produrre petrolio e gas naturale per 50 anni; petrolio e gas che genererebbero emissioni globali di CO2 di 1,3 miliardi di tonnellate.”


Per questo motivo Greta ha rifiutato, giustamente, il premio.
La realtà dei fatti ci dimostra che l’uomo ancora non è disposto, per motivi economici, a cambiare le fonti energetiche che usa da circa 250 anni, nonostante i mezzi per avviare questa transizione energetica siano diversi e anche meno costosi. 
Rifiutare il premio in segno di protesta le fa solo onore, poichè la gente non ha bisogno dei premi e di riconoscimenti ufficiali, ce ne sono veramente in abbondanza, ma ha bisogno dei fatti, che, purtroppo molto spesso, sono nascosti dall’ipocrisia.

Indignata dalle politiche decisionali di tutto il mondo Greta conclude:

“Quindi, fino a quando non inizieremo ad agire in conformità con ciò che la scienza dice che è necessario per limitare l'aumento della temperatura globale al di sotto di 1,5 gradi o addirittura 2 gradi centigradi, scelgo di non accettare il premio ambientale dei Consigli nordici né il montepremi di 500.000 corone svedesi.”

Lo avresti fatto anche tu?









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