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Greta Thunberg al summit per il clima: “How dare you?”

Lunedì 23 settembre 2019 a New York si è tenuto il vertice dell’ONU sui cambiamenti climatici, il video dell’ormai noto discorso di Greta Thunberg  ha già fatto il giro del mondo. In soli quattro minuti o poco più ha espresso il suo disappunto e la sua collera nei confronti degli esponenti dei poteri forti che continuano ad aggirare o evitare il problema. Un esempio tra tutti? Donald Trump, il presidente americano infatti oltre ad aver completamente snobbato il problema fa anche sapere che “L’America non è mai stata meglio”, considerava infatti l’idea di non presenziare al summit, decidendo infine di degnare i partecipanti della sua presenza solo per 15 minuti.

Quelle di Greta sono parole di fuoco, un intervento breve e coinciso, dovuto in parte alla sua sindrome di Asperger che a sua detta rende il suo approccio diretto e che mira subito al punto. “È tutto così sbagliato, non dovrei essere qui, ma a scuola dall’altra parte dell’oceano, e dite ai giovani di avere fiducia, come vi permettete? Come vi permettete, siamo all’inizio di un’estinzione di massa e tutto ciò a cui pensate è il denaro, e poi ci raccontate la favola di un’eterna crescita economica”.

Ancora una volta come è già accaduto nel corso della storia la mobilità parte dai giovani, perché è principalmente a loro che è diretto il problema? Perché non hanno altro a cui pensare? Perché loro si rendono davvero conto di cosa sta accadendo? Rispondi nei commenti e ne parleremo insieme.

“Mi avete rubato i sogni e la mia infanzia con i vostri discorsi vuoti, e pensare che sono tra i più fortunati. C’è chi sta soffrendo, morendo, interi ecosistemi distrutti. Per trent’anni la scienza è stata chiara, e voi continuate a distogliere lo sguardo dicendo che state facendo abbastanza, ma non vedo da nessuna parte queste soluzioni, come vi permettete?”

“Ridurre le emissioni alla metà nel corso di dieci anni rappresenta solo il 50% della possibilità di rimanere al di sotto dei 1.5 gradi, e in più c’è il rischio di innescare una reazione a catena irreversibile che va oltre il controllo dell’uomo. Forse a voi va bene questa percentuale, e vi affidate alla mia generazione perché rimedi ad eliminare miliardi di tonnellate della vostra CO2 usando tecnologie che a malapena esistono, come vi permettete?”

“E oggi non verranno presentate soluzioni o piani d’azione che siano in linea con questi dati, perché i loro numeri sono troppo scomodi, e non siete abbastanza maturi per dirci le cose come stanno”.
Leggi anche: Cambiamenti climatici, è possibile evitarli?
“Siete deludenti, ma i giovani si stanno accorgendo del vostro tradimento, avete su di voi tutti gli occhi della futura generazione, volete scegliere di ignorarci? Be, non vi perdoneremo mai, non la farete franca. Oggi qui ci imponiamo un limite e rendetevi conto, il mondo sta aprendo gli occhi, il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o no”.

Il discorso di Greta rappresenta sicuramente una svolta nell’argomento “emergenza climatica”, espresso con rabbia e lacrime per una gioventù quasi strappata via. Ma non si sbagliava: i giovani stanno iniziando a capire e lo hanno dimostrato il venerdì successivo con lo sciopero per il clima.

Solo a Milano, secondo gli organizzatori, erano presenti 150.000 giovani per protestare contro i responsabili della crisi ambientale, promettendo di manifestare ogni venerdì davanti alle loro sedi. “Basta cemento, basta petrolio, vogliamo un mondo pulito, la Terra è la nostra casa e la stiamo bruciando”, e lo fanno capire bruciando un grosso globo di carta: i giovani vogliono il cambiamento, credono davvero in un miglioramento e più che crederci, lo esigono.

Anche noi di Warm Burrow siamo tra quei giovani che ritengono sia estremamente necessario cambiare le abitudini sulle emissioni, noi siamo con Greta e vogliamo che il suo messaggio arrivi forte e chiaro a tutti, ma sarà difficile fino a quando i leader di stato non riconoscono o peggio ancora negano il problema.

La nostra giovane paladina ha ragione: mentre noi vi allarmiamo voi non fate altro che pensare al denaro, e attorno a questo tema ne ruota parecchio e si sa, se c’è qualcosa che rende deboli e schiavi gli uomini è proprio la ricchezza, assieme alla sete di potere. A quanto pare l’uomo ama l’autodistruzione, inventa sistemi di pagamento, mezzi di trasporto e abitudini di vita che ci annienteranno, e la cosa peggiore? Non se ne rende nemmeno conto.

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