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Girare il mondo in bicicletta - Recensione del libro “Errare è umano” Marco Invernizzi

 


marco invernizzi- errare è umano

Viaggiate molto? Io purtroppo non quanto vorrei: amo esplorare, conoscere nuove culture e confrontare le mie usanze con quelle degli altri popoli, ma nonostante questo, per questioni economiche o altri impedimenti, non sono ancora riuscita a girare il mondo quanto desidererei.


Per questo ho sempre trovato un valido ripiego nei libri, soprattutto se autobiografici, soprattutto quelli che raccontano i viaggi. Ti permettono di conoscere e di scoprire nuove realtà ad un prezzo stracciato e stando comodamente seduti sul divano. 


In questi giorni avrei dovuto essere in Inghilterra, da sola, a girare per le vie di una città che non ho mai visitato. L’emergenza internazionale per il coronavirus naturalmente mi ha impedito questo spiraglio di libertà, che avrebbe dovuto aprirsi su una monotona routine universitaria, ormai stravolta anche quella. 


È per questo motivo che ho rispolverato il libro di Marco Invernizzi, "Errare è umano", che ho letto e divorato in pochissimo tempo qualche mese dopo la sua uscita. Volevo provare quella sensazione di libertà, i brividi per l’esplorazione dell’ignoto e il piacere della scoperta, ciò che oggi proverò a condividere con voi raccontandovi questo libro.


Sul nostro blog abbiamo dedicato vari articoli all’ecoturismo, per spiegarvi meglio di cosa si tratta prenderò in prestito la definizione data dall’organizzazione mondiale del turismo, che ritiene che le attività turistiche siano sostenibili quando “si sviluppano in modo tale da mantenersi vitali in un’area turistica per un tempo illimitato, non alterano l’ambiente (naturale, sociale ed artistico) e non ostacolano o inibiscono lo sviluppo di altre attività sociali ed economiche”. 


Girare il mondo in bicicletta


Quale mezzo migliore per abbattere le emissioni se non uno che non ne produce per niente? Marco Invernizzi sceglie proprio la bici per partire, il 15 luglio del 2015, alla scoperta del mondo, attraverso itinerari naturalistici e strade che, personalmente, ho visto solo nei film. Percorre per un anno tutti e 5 i continenti attraversando in totale 35 paesi per un’avventura lunga 35.000 chilometri. 


Nell’introduzione al libro ci parla della filosofia di questo viaggio e del modo di viaggiare che predilige, che è poi in linea con i principi dell’ecoturismo di cui vi abbiamo parlato nei nostri articoli: un turismo che abbraccia comportamenti che mirano al rispetto dell’ambiente e della cultura locale.


“Amo vivere in mezzo alla natura, svolgere lavori manuali e viaggiare. Viaggio nel modo che considero il migliore al mondo, quello in cui si gode il panorama, quello che invita al contatto con la gente e che lascia la possibilità di conquistare la meta giorno dopo giorno: la bicicletta.” 


Nel viaggio è importante, oltre alla scelta del mezzo che preferiamo, il contatto con le persone, soprattutto se si viaggia da soli. Nei nostri articoli vi abbiamo consigliato di cercare di favorire la compagnia dei popoli autoctoni e l’attività delle imprese locali, in modo da immergervi in quelle che sono le usanze del posto, ma anche per aiutare la loro economia a crescere. 


“Usare la bici come mezzo di trasporto è l’ideale: ti permette di viaggiare lentamente e di attraversare obbligatoriamente zone più rurali, più autentiche. Inoltre, ho deciso di affidarmi all’ospitalità delle persone o di campeggiare, dove possibile.”.


Anche la scelta degli alloggi è determinante per praticare un turismo etico, Marco ci parla di Couchsurfing: una piattaforma per viaggiatori che permette di ospitare a casa vostra turisti di ogni etnia, età e genere, ma anche di essere ospitati in qualsiasi parte del mondo da persone o famiglie che mettono a disposizione la propria abitazione e il proprio tempo.


Nel libro leggerete il racconto di un’esperienza che sembra eroica ma che per Marco è stato “solo” la realizzazione di un sogno a cui non voleva rinunciare per via degli schemi che ci sono stati imposti da questa società, in cui siamo sempre indotti a correre per produrre e raggiungere un progresso che ci sta facendo dimenticare le nostre radici.

“Quante volte ci limitiamo ad accarezzare un sogno rinunciando in partenza a renderlo possibile? A volte per paura, a volte per rassegnazione, a volte semplicemente per quieto vivere?”


Vi pongo la stessa domanda trasposta su ciò di cui ci occupiamo noi di Warm Burrow: quante volte pensiamo di essere spacciati, quante volte ci fanno credere che il mondo è così e non può cambiare? E ancora, quante volte invece è stato dimostrato il contrario? Sul nostro blog vi ripetiamo sempre che cambiare è possibile e che il cambiamento parte dal singolo. Lo scopo di questo articolo e di tutti gli altri che potete leggere su Warmburrow.com è quello di portare un cambiamento significativo partendo dalla consapevolezza che ognuno di noi può fare grandi cose, nel rispetto della Terra e delle persone.


Questo Marco ce lo fa capire benissimo in “Errare è umano”, titolo ambivalente che si riferisce alla peculiarità dell’essere umano di errare in quanto sbagliare, commettere errori che saranno poi il punto di partenza verso una crescita personale, ma anche di vagare, scoprire: appunto, errare.


Consiglio vivamente la lettura di questo libro a chiunque, come me, vuole viaggiare ma non può, che sia per motivi economici, lavorativi, scolastici o personali. È perfetto se siete amanti di storie e curiosità provenienti da tutto il mondo ed è perfetto per chi a volte non si sente abbastanza: è un libro che mostra l’essenza umana, fa capire di cosa sia capace l’essere umano come parte di una collettività in cui siamo tutti sullo stesso piano. 


Leggerete dell’esperienza personale di Marco in un modo che vi pone al suo fianco, come se steste percorrendo insieme le stesse vie, provando la stessa gioia al trovare finalmente un alloggio per la notte e le stesse paure al pensiero di aver sbagliato tutto. 


Comprenderete l’importanza di non porsi mai freni, di conoscere sempre più culture perché ognuna di loro e ogni individuo può farci un regalo diverso, e che i più belli non sono materiali. Leggendo un solo libro vi ritroverete sulle spiagge della Costa Azzurra, di fronte alla skyline newyorkese, ad immergervi in un ruscello nel mezzo delle foreste tropicali, ad ammirare un tramonto mozzafiato nel Myanmar e a provare le stesse sensazioni di meraviglia e di libertà.


Concludo questo articolo con una riflessione che Marco riporta quando racconta le sue esperienze in Sud America, perché possa essere uno stimolo a migliorarci ma anche un’esortazione a leggere questo libro che, vi assicuro, vi lascerà molte sensazioni positive:


“Ci facciamo la guerra tra di noi, ma se ci fermassimo a pensare che lavorando di meno potremmo passare più tempo a guardarci intorno, probabilmente sarebbe tutto migliore e quel benessere materiale sarebbe sostituito probabilmente da qualche sensazione più autentica”.


Chiara Di Niccolo












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