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Garbage patches: un mare di plastica

Isole di plastica: cosa sono?

Garbage patches: ultimamente il web è affollato da immagini di ogni tipo di plastica che galleggia sulla superficie del mare, sicuramente hai già sentito parlare delle cosiddette isole di plastica. Nell’articolo di oggi faremo luce su questo problema parlandone un po’ più a fondo e, speriamo, raccontandoti qualcosa in più che magari non conosci.

  

Great Pacific garbage patch: quanto è grande?

L’isola di plastica più nota è sicuramente quella che si trova nel nord dell’oceano pacifico tra Hawaii e California ed è infatti la più grande, con una superficie di 1.6 km2: quasi tre volte quella della Francia! Contiene 80 000 tonnellate di plastica e inoltre sappiamo che la concentrazione di plastica sta aumentando, come segnalato da Laurent Lebreton, oceanografo per The Ocean Cleanup Foundation di Deltf, Olanda (El comercio).


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Di plastica ce n’è fin troppa nel mondo e di questo possiamo accorgercene ogni giorno guardando le immagini scioccanti che troviamo su internet o semplicemente camminando per le corsie dei supermercati, notando una quantità immane di packaging inutile.  Ma come ha fatto a formarsi questo grosso agglomerato nel mezzo dell’oceano pacifico?


Inizialmente è necessario sapere che quella nel pacifico non è l’unica isola esistente, ne troviamo in tutti gli oceani, ad eccezione di quelli che bagnano i due poli, come mai? vediamolo subito.

Isole di plastica: perché si formano?

Tutti i detriti presenti nei corsi d’acqua, e con loro anche i rifiuti non biodegradabili, vengono costantemente trasportate dalle correnti, in primo luogo per via dello scioglimento dei ghiacci che generano flussi di corrente provenienti dai poli, inoltre non dimentichiamoci del vento, che gioca un ruolo principale in questo ambito influendo principalmente nel movimento orizzontale delle correnti. È proprio lui che favorisce la formazione dei cosiddetti gyre: vortici giganti di corrente generati appunto dai venti principali, ed è esattamente in questi vortici che si formano le garbage patches, per via della confluenza delle correnti.


Una volta formate le “isole” i materiali di plastica si frammentano formando le microplastiche, che sono più leggere e più facilmente disperdibili negli oceani. Ricordiamo anche che la plastica costituisce il 99.9% dei residui presenti in mare, questo dovrebbe farci riflettere molto sulle nostre abitudini. 


Queste isole non sono di certo una novità degli ultimi anni, pensa che durante le operazioni di recupero dei rifiuti, su alcuni campioni era ancora visibile la data di scadenza dei prodotti che contenevano: uno era addirittura del 1977, sette degli anni 80, 17 degli anni 90, 24 risalgono alla decennio del 2000 e solo uno del 2010. 


Troviamo in superficie i rifiuti più voluminosi che si accumulano, però è necessario pensare che il problema non finisce in superficie, inizialmente per la questione delle microplastiche che ho appena spiegato, e poi che gli agglomerati non sono sospesi sul mare, ma sorretti da lunghe colonne sottomarine di rifiuti. 


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The ocean clean up: sarà abbastanza?

Siamo felici di annunciarvi che nonostante le enormi dimensioni del problema, molte organizzazioni ed associazioni stanno lavorando per ridurlo e, si spera, eliminarlo.

The ocean cleanup ha infatti diffuso la notizia del successo delle loro operazioni. La pulizia però non è sufficiente, ciò che dobbiamo fare è cambiare radicalmente le nostre abitudini nei confronti della plastica monouso: 

  1. Comprare una borraccia al posto di decine di bottigliette di plastica
  2. Optare per comprare frutta e verdura al mercato magari avvolti in fogli di giornale o sacchetti di carta

Cambiare è semplice e ricordiamo, la rivoluzione si fa tutti assieme. 

Cos’altro si può fare per ridurre il consumo di plastica? Scrivicelo in un commento qui sotto e condividi il post se ti è piaciuto!

Fonti: 
Acciona https://www.sostenibilidad.com/agua/islas-de-basura/
El comercio https://elcomercio.pe/tecnologia/ciencias/isla-basura-residuos-gigantesca-pacifico-triplico-tamano-peru-francia-ecuador-noticia-506988-noticia/
In meteo https://www.inmeteo.net/blog/2015/02/20/correnti-oceaniche-dinamiche-impatto-clima-globale/
Huffpost https://www.huffingtonpost.it/entry/funziona-la-macchina-di-ocean-cleanup-ha-iniziato-a-pulire-il-pacifico-dalla-plastica_it_5d95ff5ee4b0f5bf79706a04



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