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Fridays For Future 29 novembre: a chi importa davvero?

 Come programmato ormai da settimane il movimento nato da Greta Thunberg, Fridays for Future, si è fatto sentire in più di 150 piazze italiane, coinvolgendo centinaia di migliaia di giovani di cui 15 mila solo a Milano. Noi di Warm Burrow come promesso abbiamo presenziato al fantastico corteo della mattinata, purtroppo però non è tutto oro quel che luccica. 

Perché si protestava?

La manifestazione, che in seguito ha preso il nome di “Block Friday”, aveva come scopo denunciare la crisi climatica e le grandi multinazionali che contribuiscono in misura maggiore al riscaldamento globale. 

Non a caso infatti il global strike si è svolto proprio il giorno del Black Friday, simbolo del sistema consumista e capitalista, stando a quello che dice il movimento, che mira unicamente ai profitti, sfruttando in molti casi il lavoratore e trascurando l’ambiente e le risorse limitate che quest’ultimo offre.

Durante il corteo abbiamo potuto assistere al al blitz dei manifestanti contro il negozio di Amazon in San Babila. Gli attivisti hanno lanciato sulle vetrate del negozio delle scatole di cartone sulle quali c’era scritto “non possiamo accettare un modello economico basato sullo sfruttamento della terra e dei lavoratori”.

fff 29 novembre

Anche Mc Donald a Porta Venezia è stato preso di mira perché proprietario di centinaia di allevamenti intensivi solo in Italia che come tutti sappiamo è il secondo settore industriale più inquinante del mondo.

I partecipanti alla manifestazione

Solo a Milano hanno partecipato in 15 mila ragazzi che insieme protestavano a favore dell’ambiente. Durante le nostre interviste, (che vi mostreremo non appena possibile) abbiamo potuto conoscere dei ragazzi ai quali importa davvero tutelare e salvaguardare il pianeta per via dell’emergenza climatica dichiarata da quasi la totalità della comunità scientifica. E’ stata un’esperienza indescrivibile incontrare dei ragazzi che come noi sono veramente preoccupati per il loro futuro e nel loro piccolo cercano di fare del loro meglio per rieducarsi e cercare di fare la differenza. 

Di seguito potete vedere la foto di Giovanni, un’ attivista al quale abbiamo chiesto di scattare una foto con il nostro cartellone dopo averci rilasciato una breve intervista.

fridays for future 29 novembre

I manifestanti: le note dolenti

Nonostante la manifestazione sia stata giusta e allo stesso tempo entusiasmante c’è una nota dolente che va denunciata.

Purtroppo non tutti i manifestanti erano consapevoli del perché stessero partecipando al corteo. Tanti, a quanto ci è parso, presenziavano solo per saltare la scuola, o sperare di essere visti in televisione ed apparire su un giornale. Tanti altri non erano informati sul tema, magari, dato che siamo ottimisti e anche un po’ ingenui, per la poca diffusione delle informazioni, e che quindi hanno presenziato senza una vera consapevolezza della grave situazione. 

Il tempo a disposizione per cambiare radicalmente il nostro stile di vita è poco ed è per questo motivo che mi stupisco e ti chiedo: “Ti importa davvero?”

 

Matteo Petrucci

 

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