Iscriviti alla newsletter e ottieni il 10% di sconto sul tuo primo ordine!

Fase 2 della quarantena: inquineremo sempre di più?

 

Sul nostro blog abbiamo trattato diverse volte l’argomento quarantena in relazione all’inquinamento. Alcune settimane fa abbiamo preparato un sondaggio in cui abbiamo chiesto la vostra opinione riguardo come sarebbe stata la ripresa dal lockdown che ha bloccato la nostra penisola e tutto il mondo.

Ora che la famigerata Fase 2 è iniziata possiamo elencare con certezza i primi effetti di questa ripresa di attività, è successo quello che vi aspettavate? Cosa possiamo fare per migliorare? 

Molti di voi hanno espresso il proprio timore nel pensiero a cosa sarebbe potuto accadere una volta terminato il lockdown: alcuni ritenevano che saremmo riusciti a lavorare sulla ripresa economica contenendo le emissioni, altri erano meno fiduciosi e affermavano con certezza che, una volta superata la fase di chiusura, avremmo iniziato ad inquinare molto più di prima, per rimediare al periodo di stop.

C’è stato, invece, chi si è mantenuto neutrale sostenendo che non sarebbe cambiato poi molto, nonostante abbiamo percepito i benefici sull’ambiente di un rallentamento della produzione. 

Benefici come vedere la natura che ripopola gli spazi che l’uomo le ha rubato: nei mari e in città era tornata la fauna caratteristica, in India l'Himalaya era tornata visibile, i delfini avevano ripopolato i mari italiani e si sono viste moltissime immagini satellitari che mostrano la diminuzione di anidride carbonica nell'aria.

Ma adesso?

Il lockdown restrittivo è terminato lasciando il via ad una Fase 2 descritta molte volte come una Fase 1 mascherata, anche se di cambiamenti ce ne sono stati alcuni: la possibilità delle visite ai propri congiunti che vivono nella stessa Regione e parchi e giardini pubblici riaprono per l’attività fisica individuale. 

Dalle finestre delle nostre case percepiamo più movimento, più rumore e, ahimè più macchine che iniziano di nuovo ad inquinare l’aria che avevamo ripulito. Tra le attività che riaprono, chi si muove per i motivi citati prima o chi li utilizza come pretesto per far visita ai propri affetti, possiamo dire che la città ha di nuovo preso vita.

Al di là della nostra esperienza personale sono già arrivate le prime notizie sgradevoli riguardo questa ripresa, per esempio, a soli quattro giorni dall'inizio della fase 2 in provincia di Caserta torna l’inquinamento: qui è apparsa una enorme macchia nera nel mare. È stata aperta un'indagine per capire da dove provenga e di chi sono le responsabilità.

Al fiume Sarno succede lo stesso: dopo i due mesi di lockdown in cui è diventato limpido e cristallino, dopo solo due giorni è tornato ad essere uno dei fiumi più inquinati d’Europa.

A questo proposito l’artista Steffen Kraft (in arte Iconeo), che si autodefinisce un Artivista provocatore, realizza alcune vignette dove rappresenta la situazione prima, durante e dopo il coronavirus, analizzando temi sia economici che sociali.

quarantena fase due

Le immagini sono state prelevate dalla sua pagina instagram, che potete visitare cliccando sul link nel paragrafo precedente, visita il suo profilo Linktree per trovare i collegamenti a tutte le sue pagine social e al suo store!

quarantena fase due

Queste due vignette rappresentano perfettamente ciò che alcuni di voi avevano previsto: la ripresa delle attività porta ad un incremento delle emissioni per tornare al passo con la produzione.

fase due

L’artista non parla solo di temi ambientali, nella vignetta precedente l’attenzione va a tutti coloro che sono stati costretti a chiudere le proprie attività e che hanno perso i progressi di una vita. 

Per questo vi invitiamo a riflettere e a favorire le imprese locali e a chilometro zero piuttosto che grandi multinazionali la cui attività non ha subito perdite drastiche per via del commercio online. 

Riflettiamoci, quest’estate, quando saremo più liberi di viaggiare, scegliamo un ristorante locale piuttosto che un fast food, sfruttiamo i mercati piuttosto che le grandi aziende, aiutiamoci a vicenda, ricordate che sostenibilità è anche sostenere.

fase due

L’ultima riflessione di questo articolo, alla quale affianchiamo un’ultima vignetta di Steffen Kraft, va ad un futuro più lontano. 

L’artista ipotizza che dopo questa emergenza le auto diventeranno navicelle e noi ci chiediamo, cos’altro cambierà? Ma, soprattutto, quali cambiamenti ci permetterebbero di rivoluzionare il mondo nel rispetto dell’ambiente?

Una delle risposte possibili la troviamo nel progetto di Toyota: Woven city, di cui vi abbiamo parlato sulla nostra pagina Instagram: si tratta di una città completamente sostenibile, con edifici realizzati principalmente in legno per ridurre al minimo l'impronta della CO2.

I tetti saranno coperti da pannelli fotovoltaici per generare energia solare oltre a quella generata dalle celle a combustibile a idrogeno.

Progetti che affiancano sostenibilità, natura e vita urbana sono, secondo noi di Warm Burrow, la rivelazione per il futuro, con la speranza che un giorno riusciremo davvero a raggiungere le zero emissioni.

Come fare per ridurre le emissioni dopo l’emergenza coronavirus? Un’altra soluzione potrebbe essere quella di ridurre le ore lavorative settimanali; durante questo periodo abbiamo constatato la comodità e i benefici dello smart working: meno stress dovuto a spostamenti, più tempo con la famiglia, maggiore relax…

Naturalmente anche l’incremento di mezzi elettrici aiuterebbe contro l’inquinamento, ma questo deve andare necessariamente di pari passo con l’incremento di produzione di energia pulita e rinnovabile.

Cos’altro potremmo fare per far ripartire il paese nel rispetto dell’ambiente? Raccontaci cosa ne pensi e parlaci delle tue idee in un commento qui sotto o sulla nostra pagina instagram! Ne discuteremo nei prossimi giorni!

Chiara Di Niccolo

Lascia un commento

Si prega di notare che i commenti sono soggetti ad approvazione prima di essere pubblicati