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Economia circolare e sostenibilità: come cambia la gestione rifiuti?

Il 26 settembre è stato un giorno importante e molti neanche lo sanno. Il 26 settembre, in Italia, qualcosa è cambiato nel settore della gestione dei rifiuti. Il 26 settembre l’economia circolare è diventata una realtà concreta: proprio in questo giorno, infatti, è entrato in vigore il decreto legislativo 116/2020, un documento significativo che recepisce due delle quattro direttive contenute nel cosiddetto “Pacchetto economia circolare” siglato dall’UE nel 2018 e che fornisce nuove disposizioni in merito al trattamento dei rifiuti e degli imballaggi.

 

economia circolare e sostenibilità: cosa cambia nella gestione dei rifiuti

Di cosa parla il decreto legislativo?

Questa modifica della parte quarta del Codice Ambientale, redatto nel 2006, segna il passo a una nuova regolamentazione che incrementa la “responsabilità estesa del produttore” sia sul piano gestionale che finanziario. Il decreto fa leva in particolar modo su:

"le misure che includono l’accettazione dei prodotti restituiti e dei rifiuti che restano dopo l’utilizzo di tali prodotti e la successiva gestione dei rifiuti, la responsabilità finanziaria per tali attività nonché misure volte ad assicurare che qualsiasi persona fisica o giuridica che professionalmente sviluppi, fabbrichi, trasformi, tratti, venda o importi prodotti (produttore del prodotto) sia soggetto ad una responsabilità estesa del produttore."

Quest’operazione, però, richiederà ulteriori documenti più specifici, che verranno redatti dal Ministro dell’Ambiente in carica (attualmente Sergio Costa). Più nell’immediato, il documento assicura una tempestiva modifica del comportamento delle imprese che si occupano della produzione e dello smaltimento dei rifiuti, andando ad apportare specifiche novità nella gestione dei rifiuti urbani e il riciclo degli imballaggi.

Qual è l'obiettivo?

L’obiettivo è quello di incrementare gradualmente il tasso di riciclo dei rifiuti urbani a partire dal raggiungimento del 55% entro il 2025, e da lì attraverso un aumento costante pari al 5% ogni 5 anni, fino ad arrivare a un 65% nel 2035. Grande attenzione è anche rivolta all’aumento della percentuale di raccolta e riciclo degli imballaggi, con un obiettivo fissato per ogni singolo materiale. Entro il 2025 è previsto: 50% per la plastica; 25% per il legno; 50% per l'alluminio; 70% per i metalli ferrosi; 70% per il vetro; 75% per la carta e il cartone. Nei 5 anni successivi si punta a un aumento del 5% per categoria.

Di pari passo è prevista una diminuzione sempre più consistente del numero di rifiuti nelle discariche, che dovrà scendere sotto il 10% entro il 2035. 

Ma come rendere tutto questo possibile? 

Il decreto prevede l’istituzione di un più accurato sistema di tracciabilità dei rifiuti, garantito dal nuovo Registro elettronico nazionale, noto come RenTri, a sostituzione del fallimentare Sistri, abolito nel 2018.

In questo modo il Ministero dell’Ambiente potrà raccogliere digitalmente tutti i dati delle “anagrafiche” dei soggetti iscritti e delle autorizzazioni delle imprese coinvolte nell’esercizio, tracciando allo stesso tempo gli spostamenti dei rifiuti.

Sono molti obiettivi stilati nel documento che potrebbero rendere il nostro Paese un terreno fertile per un’economia più green, all’insegna del riutilizzo e della responsabilità ambientale.

Ora non ci resta che stare a vedere e, nel frattempo, continuare con la nostra lotta quotidiana e il nostro impegno. 

Non dimenticatevi, se avete qualche dubbio in tema di raccolta differenziata, di correre sulla nostra rubrica “Dove lo butto?”.


di Alice Nardiotti



Fonti:

https://www.certifico.com/component/attachments/download/19366

https://www.ilsole24ore.com/art/economia-circolare-cosa-cambia-la-gestione-rifiuti-italia-ADwzBap?refresh_ce=1

https://www.ohga.it/economia-circolare-pubblicato-in-gazzetta-ufficiale-il-decreto-che-recepisce-le-direttive-su-rifiuti-e-imballaggi/






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