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Cos’è l’eco-ansia e quali sono le cause?

Cos’è l’eco-ansia e quali sono le cause? - di Chiara Di Niccolo

Ansia

Se conosci già il nostro blog avrai forse avuto modo di leggere lo scorso articolo di questa rubrica, dove abbiamo trattato le conseguenze dei cambiamenti climatici sulla salute. Questa settimana ho riflettuto molto sul modo in cui i cambiamenti climatici influiscono sul nostro organismo, mi sono chiesta quindi se anche la nostra salute mentale sia esposta allo stesso rischio. 


Avevamo già toccato questo argomento e vi abbiamo spiegato quanto inquinamento e salute mentale sono strettamente correlati in luoghi particolarmente inquinati. Io ho voluto invece focalizzarmi sulle conseguenze che i cambiamenti climatici hanno su ognuno di noi a prescindere dal territorio in cui ci troviamo, e vorrei condividere con voi qualche riflessione su questo argomento.


Questo è lo scopo di Warm Burrow: stabilire un legame con la nostra community per uno scambio reciproco di opinioni, consigli e conoscenze. Ogni giorno vi proponiamo temi nuovi sia nei nostri articoli che attraverso le nostre iniziative all’insegna della sostenibilità, che puoi scoprire sulla nostra pagina Instagram


In questo articolo, come dicevo prima, vi parlerò di come il cambiamento climatico influisce sulla nostra salute mentale.


Il cervello non funziona bene quando fa troppo caldo


Durante la preparazione di un esame universitario teorico sull’interpretariato ricordo di aver letto un aspetto interessante dell’attività mentale umana. Questo passaggio del mio libro di testo riguardava le norme da rispettare per la progettazione delle cabine in cui l'interprete trascorre tutta la sua giornata lavorativa: è importante che esse abbiano una temperatura compresa tra i 18 e i 22 gradi. La docente, per farci cogliere il senso di questa regola ci ha chiesto se notassimo un cambiamento di umore quando, la mattina, saliamo sulla metropolitana affollata. 


Non so voi, ma io questa variazione nel mio stato d’animo la percepisco benissimo, ho deciso quindi di ricercare una verità nella scienza.


La risposta è arrivata dall’università di Harvard, che nel luglio 2018 realizza un esperimento che dimostra che le alte temperature influiscono negativamente sulle capacità cognitive. Gli studiosi, nei giorni successivi a un’ondata di calore, hanno sottoposto gli studenti a dei test: in alcune aree dei dormitori la temperatura viene impostata attorno ai 21°C, in altre a 26. 


La riduzione delle performance cognitive e accademiche è estremamente evidente melle aree in cui la temperatura è più alta. Lo studio evidenzia come temperature estreme possano portare a conseguenze gravi nella salute pubblica. Gli autori dichiarano di aver preferito uno studio che prendesse in considerazione le stanze dei ragazzi e non un luogo all’aperto poiché gli adulti negli Stati Uniti sono soliti spendere circa il 90% del tempo al chiuso.

L’eco-ansia sarà sempre più diffusa


Avevi mai sentito parlare di Eco-ansia? Ultimamente si fa spesso riferimento a questa condizione psicologica, ma di cosa si tratta? 


Ne parla l’American Psychological Association, che considera gli effetti che i cambiamenti climatici hanno sulla salute mentale sia a breve che a lungo termine. Gli psicologi evidenziano alcune conseguenze come la manifestazione di comportamenti aggressivi e violenti, e variazioni sia per quanto riguarda il proprio benessere psicofisico che le relazioni con gli altri.


Uno studio condotto a Stanford dimostra che i suicidi sono aumentati con l’aumento della temperatura e si diffonde sempre di più la famigerata Eco-ansia.


Con questo termine si intende una condizione di incertezza, timore e vera e propria paura riguardo le condizioni climatiche globali. La nostra generazione ha visto le temperature salire a dismisura, milioni di animali morti negli incendi che si sono scatenati ultimamente e catastrofi climatiche sempre più frequenti. 


Tutto ciò si aggiunge all'indifferenza di alcuni governi e il risultato è una situazione sociale drastica in cui i primi a rimetterci sono come sempre i cittadini comuni e in particolare i soggetti più vulnerabili, sia per quanto riguarda le condizioni fisiche che sociali.


La paura porta ad un cambiamento radicale nei comportamenti e negli stili di vita, l'eco-ansia può Infatti generare insonnia, stress, rabbia e, in alcuni casi anche attacchi di panico. 


Il terrore non aiuta


In uno dei nostri primi articoli vi abbiamo parlato di come stimolare il terrore non aiuti la società a risolvere i problemi. Abbiamo visto assieme il modo in cui i media ci parlano ogni giorno del cambiamenti climatici: attraverso immagini catastrofiche che mostrano un futuro sempre più incerto e terrificante. 


È normale rimanere spaventati di fronte a queste immagini e provare rabbia nei confronti di chi dovrebbe garantire la nostra sicurezza ma, annebbiato dai i propri interessi economici, preferisce negare l'emergenza o rimandare le misure necessarie riparare ai danni dell'uomo. 


Per alcune persone però la crisi climatica rappresenta una vera e propria crisi personale. Qualche giorno fa mentre discutevo con alcuni amici di svariati temi sociali, ho notato come l'incertezza sul futuro e la rabbia nei confronti dei governi che continuano a fare le spese sui cittadini infierisca enormemente sul benessere dei giovani. Alcuni di loro hanno dichiarato la loro estrema preoccupazione riguardo un'apocalisse che è ormai vicina e che, ogni volta che leggono le ultime notizie, provano un senso di disgusto, una sorta di peso sullo stomaco che si traduce in malessere psicofisico. 


Ci chiediamo quindi, perché continuare ad allarmare i cittadini e non, ad esempio, proporre nuove soluzioni per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici? Soluzioni vere, realizzabili ed efficaci. 


Coronavirus, lo stesso meccanismo?


Avrai sicuramente sentito parlare dell’infezione virale originatasi in Cina, il cui contagio sarebbe partito da specie non ancora ben identificate, anche se l’ipotesi principale vede responsabili alcuni serpenti. Nessuno ha mai parlato di correlazione tra cambiamenti climatici e questo virus, ricordiamo però che temperature più alte favoriscono la proliferazione di epidemie e che lo sfruttamento di animali vivi in esposizione in centinaia di mercati (sempre più massivo da parte dell’uomo) può aver agevolato il contagio.


Negli ultimi giorni ho notato come ogni servizio al telegiornale che parlasse del coronavirus imponesse una visione apocalittica e quasi senza ritorno, mi chiedevo se ci trovassimo di fronte ad un caso simile a quello dell’eco-ansia. Ho cercato quindi risposte rivolgendomi a chi sta vivendo più da vicino questa vicenda:


Michael, studente italo-cinese di interpretariato a Milano ha condiviso con noi questa riflessione:


“Ritengo che il problema sia stato ingigantito nel mondo occidentale, si percepisce in modo più forte e preoccupante rispetto a ciò che i miei parenti in Cina ci hanno raccontato. Questa è una cosa negativa, creare allarmismo e stimolare il terrore non aiuta, porta alla paura e alla discriminazione. Già negli ultimi giorni ho notato un cambiamento nell’atteggiamento della gente nei confronti delle persone asiatiche. L’altro giorno  ho visto un anziano che voleva chiedere delle informazioni, sventuratamente in quel momento ha tossito e questo è bastato a far nascere dei pregiudizi, i presenti hanno tutti iniziato ad allontanarsi. La segregazione sociale si fa ancora più viva in questi momenti”.


In conclusione

I cambiamenti climatici, oltre ad avere riscontri negativi sulla nostra salute fisica, infieriscono anche sul nostro benessere mentale: causano incertezza sul futuro paura e rabbia, generando uno stato d'animo spiacevole chiamato Eco ansia.

È ancora una volta la prova che incutere terrore non serve a migliorare la situazione, questo è percepibile non solo sulla questione ambientale, ma anche nel caso di problemi sociali come la diffusione di un virus.


Perché informare spaventando? Perché sembra così difficile risolvere il problema climatico ma, allo stesso tempo, costruire un intero ospedale in sei giorni non è nemmeno così difficile a farsi? 


E tu? Credi di soffrire di eco ansia? Ti capita di sentirti un peso sullo stomaco per il modo in cui viene trattato il nostro Pianeta? Hai mai avuto problemi di insonnia o esplosioni di rabbia di fronte alle ingiustizie che subisce il nostro ecosistema?


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