Iscriviti alla newsletter e ottieni il 10% di sconto sul tuo primo ordine!

Come far sopravvivere i coralli? Ecco cosa puoi fare!

Come proteggere la grande barriera corallina?

coral

2300 km. La distanza che separa Parigi da Bari.

Questo è il lungo viaggio che percorreremo oggi!

Siete rimasti affascinati dalla vita sott’acqua che vi abbiamo descritto nell’articolo scorso? Bene! Allora siete pronti per immergervi nuovamente insieme a me in questo mondo magnifico e pieno di sorprese.

Siete pronti per un nuovo viaggio? Questa volta la nostra destinazione è ... la Grande Barriera Corallina!

Conoscete tutti i segreti di questo immenso mondo sottomarino? 

In questo articolo vi sveleremo come proteggere la grande barriera corallina dall'estinzione, come abbiamo fatto anche noi, dandoti anche qualche curiosità

Noi di Warm Burrow siamo un gruppo  di ragazzi che si informa quotidianamente delle tematiche ambientali e vuole così informare anche gli altri. Inoltre abbiamo cambiato le nostre abitudini che provengono dalla società consumista in cui viviamo in altre più sostenibili. 


Se anche voi volete raggiungere il nostro stesso risultato allora continuate a seguirci. Ogni giorno vi forniremo tutte le informazioni e gli strumenti necessari per cambiare radicalmente la vostra vita nella quotidianità e vivere all’insegna del rispetto dell’ambiente.

Cominciamo con qualche curiosità

La Grande barriera corallina è la più grande estensione di corallo nel mondo, composta da oltre 2 900 barriere coralline singole e da 900 isole; si estende per 2 300 km, su una superficie di circa 344 400 km². Si trova al largo della costa del Queensland, nell'Australia nord-orientale. La Grande Barriera Corallina può essere vista dallo spazio ed è la più grande struttura fatta di organismi viventi.


  CURIOSITÀ

  • Nella Grande Barriera Corallina vivono circa 400 tipi di coralli duri, 4.000 specie di molluschi, oltre 1.500 di pesce, 134 specie di squalo e razze, oltre 200 tipi di uccelli e circa 20 tipi di rettili, fra cui la tartaruga di mare (vi ricordate Scorza? La tartaruga del film Nemo?) e molluschi giganti che possono vivere fino a 120 anni
  • La Grande Barriera Corallina è una delle sette meraviglie del mondo naturale
  • Puoi vedere la Grande Barriera Corallina senza muoverti dal tuo pc grazie a Google Street View
  • È stata scoperta dal capitano James Cook nel 1770, durante un viaggio nell’emisfero meridionale
  • Le barriere coralline proteggono le popolazioni umane che vivono lungo le coste da onde e tempeste, agendo da cuscinetti fra l’oceano e le comunità di persone che vivono nei villaggi in prossimità delle spiagge
  • I colori brillanti che conferiscono al corallo il suo aspetto caratteristico, sono creati dalle alghe. Solo il corallo vivo è colorato. Il corallo bianco è morto.
  • I coralli sono diminuiti dal 10% al 30% negli ultimi cinque anni, a causa della crisi climatica

Cosa minaccia la barriera corallina?

Il cambiamento climatico, l’inquinamento, la pesca e le creature ostili a quell’ambiente, quali la stella corona di spine, grande divoratrice di coralli, rappresentano le minacce principali alla salute della barriera corallina. Altri pericoli alla sua incolumità sono costituiti dagli incidenti delle imbarcazioni, dalle fuoriuscite di petrolio e dai cicloni tropicali. Il divulgatore scientifico e naturalista inglese David Attenborough ha dichiarato a una commissione parlamentare britannica che lo squilibrio della Grande Barriera Corallina è uno degli esempi più chiari della crisi climatica.

Tuttavia, non tutto è perduto, alcuni studi scientifici potrebbero fare la differenza! Continuate a leggere per scoprire cosa potrebbe salvare la barriera corallina.


Piccole speranze (da non sottovalutare!): 

Lo studio di Kersting

Uno studio, condotto dal ricercatore tedesco Diego Kersting e dalla collega spagnole Cristina Linares, ha analizzato 243 colonie di coralli della specia Cladocora caespitosa.

La scoperta, riportata dalla rivista Science Advances, è stata effettuata nel corso di una spedizione nei pressi delle isole spagnole di Columbretes, arcipelago vulcanico disabitato nella provincia di Castellón.

Finora, i due esperti ne avevano documentato quasi unicamente la mortalità, dovuta alla temperatura troppo elevata del mare. Ad oggi, invece, il 38 per cento dei coralli hanno sviluppato invece una “strategia di sopravvivenza” di fronte ai cambiamenti climatici: essi hanno abbandonato i loro vecchi scheletri e, nel giro di alcuni anni, ne hanno sviluppati di nuovi.

Tuttavia, i due scienziati sottolineano come la buona notizia non debba far pensare che il problema della sopravvivenza dei coralli di fronte al riscaldamento globale sia risolto.

L'università del Delaware

Un’altra speranza deriva dalla nuova ricerca condotta presso l’Università del Delaware mostra che una possibile soluzione può essere il corallo stampato in 3D: Danielle Dixson, professore associato presso il College of Earth dell’Università del Delaware, e il suo studente Emily Ruhl hanno dimostrato che gli oggetti stampati in 3D non influiscono sul comportamento del corallo e che i pesci non hanno mostrato alcuna preferenza tra i materiali utilizzati per la stampa 3D di coralli artificiali.

Dave Vaughan e la micro-fragmenting

Spostandoci invece nel Regno Unito, il professore e scienziato del clima presso il British Antarctic Survey, Dave Vaughan ha sparso in acqua dei coralli spezzettati e si è accorto che non solo i coralli non morivano ma giorno dopo giorno crescevano più in fretta del normale.

Così, assieme ai suoi colleghi Christopher Page e Rudiger Bieler, ha realizzato un esperimento per seguire la crescita di coralli con questa tecnica del “micro-fragmenting” con risultati strepitosi: di solito i coralli impiegano dai 25 ai 75 anni per raggiungere la maturità, quelli che ci sono in mare hanno una età che varia dai 500 ai 1000 anni. Con il “micro-fragmenting” si è ottenuto un corallo adulto in tre anni, ossia quaranta volte più velocemente del normale. Essenzialmente, il taglio stimola la crescita.

Le barriere coralline viventi contrastano le onde di tempesta, le mareggiate e gli uragani, permettendoci di vivere lungo le coste che tanto amiamo. Se l’innalzamento delle acque dovesse impedire alle barriere coralline di crescere e sopravvivere, non saremo più in grado di respirare, nutrirci, lavorare o abitare vicino alle coste

David Vaughan
Presidente e fondatore della “Plant a Million Corals Foundation”


Ma cosa puoi fare per cambiare le cose?

Per proteggere la barriera corallina basta poco. Se vuoi essere di aiuto e contribuire alla causa, puoi firmare una petizione o protestare in modo nonviolento: quale che sia il tuo modo di “entrare in azione” è insieme agli altri che puoi fare qualcosa di concreto per il Pianeta, cerca di non sprecare tempo e sostieni Greenpeace.

In questo modo e grazie solamente al tuo aiuto sicuramente ci sarà potrai contribuire alla proliferazione della barriera corallina, proprio come abbiamo fatto noi! nessuno è troppi piccolo per fare la differenza e non è neanche così difficile!

Clicca qui e firma la petizione! 

Ilaria Pietroniro

 

limited edition warm burrow limited edition warm burrow

 

Comprando la nostra maglietta edizione limitata "LIMITED CORONAVIRUS TEE" contribuirai alla ricerca di un vaccino per il coronavirus. Infatti il 10% del ricavato dalla vendita della maglia verrà donato al Solidarity response fund dell'OMS il fondo per la ricerva di un vaccino al COVID-19. 

Ricorda, è un'edizione limitata, se vuoi fare la tua parte, affrettati a comprarla o non potrai mai più averla!

 

https://www.lifegate.it/persone/news/mediterraneo-coralli-risorti
https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/10/18/il-corallo-stampato-in-3d-potrebbe-aiutare-le-barriere-coralline-in-via-di-estinzione/5521089/
https://www.focusjunior.it/animali/10-curiosita-sulla-barriera-corallina/
https://www.vanityfair.it/news/foto/2019/07/14/australia-la-grande-barriera-corallina-ridotta-ai-minimi-storici-le-foto
https://www.eniday.com/it/sparks_it/nuove-tecniche-ricostruire-barriere-coralline/


Lascia un commento

Si prega di notare che i commenti sono soggetti ad approvazione prima di essere pubblicati