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Come essere zero waste? Elena racconta come ha stravolto la sua vita

Bentornati su WB il luogo dove parliamo di sostenibilità a 360°.

Oggi vogliamo parlarti di Elena, una ragazza di soli 15 anni che ha già un suo canale youtube e una pagina instagram dove parla della sua vita “Zero Waste” 

Di seguito abbiamo riportato l’intervista completa, mi raccomando, leggila con attenzione perché è davvero istruttiva. 

Buona lettura!


Chi sei? Raccontaci di te


Io sono Elena, ho quindici anni, tra qualche mese 16. 

Qualche hanno fa ho scoperto lo “zero waste” e mi sono detta che volevo fare la differenza e fare mio questo stile di vita.. 

Ho aperto il canale youtube e poi la pagina instagram perché ho notato che nessuno dava consigli che le persone giovani potessero applicare.


Io abito con i miei genitori e non posso fare ciò che voglio come comprare una macchina elettrica, ma posso fare altro che spesso non viene detto.

Poi era forte il desiderio di consigliare agli altri questo stile di vita, portando la mia esperienza. 


Mi sono resa conto che anche io avrei voluto avere una persona che fa quello che faccio io, come una guida.

Così ho iniziato a documentarmi e cercare di aiutare gli altri con il mio esempio e infine eccomi qua.


Il primo passo per lo  stile di vita zero waste quindi è informarsi: Ma cosa vuol dire zero waste?


Zero waste è uno stile di vita che cerca di ridurre al minimo i rifiuti che si producono.

Io in particolare cerco di acquistare prodotti locali e che sono stati prodotti in modo etico. 

Insomma, riduco le cose che mi servono e non vuol dire che ho uno stile di vita fatto di rinunce, anzi. 

Riesco a trovare dei modi per ridurre il mio impatto ambientale al meglio delle mie capacità.


Tante volte non ci si rendono conto del proprio operato. Quali sono le azioni che fai che ti fanno capire che stai facendo la differenza? 


La cosa indispensabile è informarsi ed essere curiosi e per farlo bisogna porsi le giuste domande, ad esempio:


  • Cosa c’è dietro gli alimenti che acquisto? 
  • Cosa c’è dietro i vestiti che acquistavo?

Quindi in primis l’informazione e successivamente la mia dieta vegana è la soddisfazione più grande.

Sono passata dall’essere onnivora all’essere vegetariana e in seguito vegana. Provengo da una famiglia abbastanza tradizionalista e quindi molto carnivora, però si può lottare per le proprie idee e cambiare le proprie abitudini, basta volerlo e non avere paura di quello che potrebbe venirne fuori.


Seguire i tuoi ideali è la tua soddisfazione più grande: ma cos’è la cosa che ti manca di più? vorresti tornare indietro? hai rimpianti?


Voglio andare avanti assolutamente e non ho rimpianti. L’unico problema è che abitare coi miei genitori mi limita molto. 

A quindici anni non posso vivere in una tenda sperduta ed essere completamente zero waste, nè tantomeno convincere i miei genitori ad acquistare un auto elettrica.

Per esempio, facciamo la spesa al supermercato assieme e alcune cose non le posso evitare, come la plastica sugli alimenti. 

Non ho negozi sfusi vicino e non voglio essere troppo di peso ai miei genitori quindi, quando avrò la mia autonomia, riuscirò sicuramente a migliorarmi, nel frattempo sono consapevole dei miei limiti e scendo a piccoli compromessi.


Hai detto che hai dei limiti. Tante volte si cerca la perfezione che però è irraggiungibile e poi ci si demoralizza.

Cosa diresti alle persone che la pensano così?

Non avere paura di sbagliare!

Fare qualcosa è meglio che non fare nulla. 

Per esempio: non vuoi diventare vegano?
va bene nessun problema, prova cominciando a mangiare meno carne, e a ridurla semplicemente, magari una volta a settimana.
Ognuno ha i suoi tempi e limiti ed è giusto rispettarli. 
Tutti hanno dei problemi nella loro vita, ognuno ha un percorso diverso.
Quindi provaci, facendo un passetto alla volta, perché anche un solo passo è meglio che stare fermi.
Parti dal piccolo e rispetta i tuoi limiti. 

 

Parlando di limiti “cosa sono i peccati zero waste” di cui hai parlato recentemente nelle tue stories?


Avevo visto un post di questa ragazza che diceva che lo zero waste è un movimento che vuole fare in modo di  migliorarsi costantemente e non come fosse una competizione. 

Così ho deciso anch'io di raccontare dei problemucci, “peccati”, che sono stati nominati tali per divertire. Si tratta in realtà di essere imperfetti, essendo esseri umani. 

Per me per esempio è impossibile fare la spesa sfusa, soprattutto durante il lockdown, perché non ho un negozio leggero vicino.

Bisogna accettare questi “peccati”. 

Non è tutto come vorremmo che sia purtroppo. 

I social fanno vedere spesso unicamente una parte della vita “perfetta” senza sbagli, ma non esiste solo questa. 

Le persone giovani tendono a paragonarsi sui social ed è per questo che è importante far vedere il proprio lato umano e imperfetto.


Qual è il peccato al quale non puoi rinunciare?


Consumo troppo caffè. Sto cercando di ridurlo perché ha un impatto non poco rilevante. 

Inoltre fare la spesa sfusa è impossibile. 

Per fortuna però mia nonna ha i campi e riesco a rinunciare alla plastica che mi fa ritrovare quel contatto con la natura che deve esserci tra uomo e terra, alla fine noi siamo ospiti. 


I tuoi genitori sono tradizionalisti. come hanno preso questa tua scelta?


Sono felici perché lotto per quello in cui credo. 

Non mi hanno mai ostacolato e mi hanno incentivato a lottare per i miei ideali. 

Sono molto scettici in merito. 

Per esempio quando voglio sostenere le attività locali comprando banalmente il loro shampoo solido, anche se costa un po’ di più, loro mi rispondono di comprarlo su amazon che costa di meno.


Io cerco sempre di approcciarmi tranquillamente con i miei genitori e cerco di far capire il perché delle mie scelte e delle mie azioni.


è normale però trovare delle persone scettiche, l’importante è parlare del perché delle tue scelte con la gentilezza e tranquillità. Perché attaccare le persone non è mai la scelta giusta.


La gentilezza è l’arma per far valere il tuo punto di vista. pensi che i tuoi genitori siano cambiati? 


Sicuramente sono molto più sensibili. Anche i miei genitori cercano di evitare la plastica e adesso mangiano molti più legumi e molta più verdura. 

Il mio cambiamento è anche il cambiamento degli altri, perché vedono il mio esempio e lo seguono o comunque comprendono.


Anche stare in silenzio aiuta molto, perché le persone cominciano a farti delle domande.

Le persone sono curiose e provano anche a venirti incontro. 

Quando ho cominciato a fare sport, per esempio, non ho detto subito che ero vegana perché la gente mi prenderebbe per matta se mi presentassi dicendo “ciao sono Elena e sono vegana”.

Dopo 3 mesi avevo già imparato moltissime cose che le mie compagne avevano imparato in tre anni e lì le persone hanno cominciato a farmi delle domande in merito alla mia alimentazione; così ho detto loro che sono vegana. Dopo quella esperienza, una di queste mie amiche ha seguito il mio esempio.

Le persone all’inizio hanno paura perché è una cosa diversa ma quando capiscono il tuo punto di vista vogliono saperne di più, tanto è vero che questa mia amica ha cominciato a tartassarmi di domande e poi ha scelto di diventare vegana. 

All’inizio di questo percorso ero un po’ giù di morale e  credevo che non potessi fare del bene come quelle persone che girano il mondo piantando alberi in bicicletta, e che quello che facessi non fosse abbastanza. Solo dopo ho capito che si poteva fare del bene direttamente da casa propria con i mezzi che si hanno.

Parlando dei tuoi amici: ti sei mai sentita demoralizzata dalla critica dei tuoi amici? ti sentivi sola? 

Questo perché Tante persone si dicono spesso “tanto lo faccio io e non lo fa nessuno, quindi che cosa può fare da solo il mio gesto?” 


Ci sono dei momenti in cui ci si sente soli, ma non è assolutamente così. 

La dimostrazione è stata aprire  il mio canale youtube e il mio profilo instagram e ho notato che c’erano moltissime persone che avevano questo interesse e vivevano questo stile di vita. 


Internet ci può aiutare e ci può non far sentire soli, è un mezzo potentissimo.  


Pensi di poter suggerire alle persone di aprire un proprio canale instagram o youtube e mettersi in gioco per divulgare questo stile di vita?

Alla fine basta buttarsi.

Sul mio profilo privato avevo scritto nella biografia che sono vegana.

Dopo qualche tempo mi ha scritto una ragazza dicendomi che anche lei lo era e da allora siamo amiche molto affiatate.

Le persone si trovano, basta fare delle ricerche sui social o iscriversi alle associazioni che fanno attivismo.


Io sono anche scout e ho trovato un sacco di persone che amano la natura. Anche i miei capi scout cercano sempre di venirmi incontro. Una volta ho anche sorpreso il mio capo scout che utilizzava lo shampoo solido, è stato appagante. 


Quindi circondati di persone che hanno la tua stessa idea, e i tuoi stessi obiettivi. 


Comunque ricordiamoci che le persone che ho intorno che non hanno i miei stessi ideali non vanno buttate via. 

Per esempio a capodanno ho fatto una festa con le mie amiche più intime e loro hanno portato dei dolci vegani per fare felice anche me. 

Mi hanno sempre sostenuto e in quel momento mi sono commossa.

Insomma dopo un po’ le persone comprendono il tuo punto di vista. 

Poi se c’è qualcuno che ti critica, anche che sia tuo amico, e che non rispetta il tuo punto di vista e se ne va, allora voleva dire che non era un vero amico. 

Le persone con gli stessi interessi prima o poi si trovano, non demordere.


Qual è il passo che vorresti fare in modo attivo? cosa ti piacerebbe fare di più?


Divulgare queste idee per le strade, manifestare, raccontare la mia esperienza accompagnati da dati. 


D’altra parte Informare è la prima forma di attivismo perché dai alle persone il modo di riflettere e magari in futuro prendere una decisione.


Secondo me inoltre viaggiare è importante. 

L’italia per esempio è abbastanza chiusa di mente per quanto riguarda determinate tematiche. Mi piacerebbe viaggiare di più per migliorarmi come persona e conoscere nuove  culture.


Mi piacerebbe anche fare banchetti informativi per strada. 

Le persone devono essere “consumattori” ovvero, devono pagare quello in cui credono. Dobbiamo imparare a gestire al meglio i nostri soldi per indirizzarli verso il mondo che vogliamo avere.

Conclusioni

Speriamo veramente che questa intervista ti abbia fatto riflettere e che sia stata istruttiva. Noi crediamo che ciascuno di noi possa imparare dall’altro ed è per questo che siamo ben contenti di aver conosciuto elena, una ragazza molto giovane, ma allo stesso tempo molto saggia e matura. 

Ora non hai più scuse per cominciare il tuo stile di vita zero waste!

Grazie di aver letto l’articolo, se ti è piaciuto condividilo con i tuoi amici!


 












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