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“Canapa una storia incredibile”: un’alternativa per un futuro sostenibile

Recensione del libro “Canapa. Una storia incredibile” di Matteo Gracis

canapa una storia incredibile

In passato abbiamo già rivolto la nostra attenzione alla Canapa come alternativa sostenibile in moltissimi settori industriali, vi abbiamo inoltre raccontato della nostra esperienza al Canapa Expo di Milano, che ci ha fatto sperare nella possibilità concreta di dare una svolta green al futuro.

Il tema di oggi riguarda sì la Canapa, ma da un particolare punto di vista, quello di Matteo Gracis: giornalista e, come lui stesso si definisce, nomade digitale. Nel suo libro Canapa, una storia incredibile ci racconta la storia della Canapa da due prospettive: una è quella che percorre le vicende storiche relative a questa miracolosa pianta, dalle sue origini sino ad ora, l’altra è la storia personale di Matteo e del suo legame con la Canapa.

Due storie che si intrecciano

Come ho detto Gracis ci racconta la storia della Canapa, ho usato questo verbo perché nonostante il libro spieghi le vicende storiche e politiche legate alla Canapa in modo tecnico e preciso, non si tratta per niente di una lettura pesante da manuale, è anzi molto scorrevole e adatta a chiunque. 

Il lettore percorre allo stesso tempo la storia delle origini della Canapa e quella dell’autore, queste sono perfettamente concatenate tra loro e questo è, a mio parere, uno dei maggiori punti di forza di questo libro: il lettore è curioso e sempre invogliato a leggere e scoprire il seguito delle vicende, qualunque sia la loro natura.

Le vicende che mostrano la storia tormentata e controversa di questa magnifica pianta sono intervallate da aneddoti della vita dell’autore e da riflessioni personali, attuali o annotate anni prima. Questo elimina la distanza tra lettore e autore, Matteo infatti quando esprime le sue considerazioni o le sue esperienze personali cessa di essere l’autore-esperto che tratta l’argomento da specialista, ma diventa l’autore-persona con cui il lettore condivide dubbi, afflizioni e speranze.

Una pianta venerata e condannata

Uno dei punti principali su cui si focalizza il testo è il proibizionismo che ha affossato la reputazione e lo sviluppo della Canapa. Matteo Gracis ci spiega come si è passati dalla legge promulgata dal governo della Virginia nel 1619, che imponeva a chiunque possedesse delle terre di riservare degli apprezzamenti alla Canapa, al pensiero, sempre made in USA, proveniente dal Bureau of Narcotics, in cui negli anni 40 del secolo scorso questa pianta viene descritta come “un demone che fiacca la volontà - i comunisti potrebbero cercare di venderla ai nostri ragazzi per renderci una nazione di zombie pacifisti”.

Da pianta miracolosa e utilizzata in moltissimi settori industriali la Canapa diventa così un demone da abbattere, nonostante gli studi smentiscano tutte le accuse mosse dai proibizionisti, questi ultimi continuano a farsi strada accecati dai propri interessi economici con manipolazione dell’informazione e vere e proprie teorie del complotto.

Nel corso della storia molti Stati hanno invertito la rotta in favore di un mondo più verde decriminalizzando o legalizzando la coltivazione di Cannabis (ricordiamo che non esiste alcuna differenza dal punto di vista botanico tra Cannabis e Canapa, si tratta sempre della stessa pianta), anche l’Italia ha fatto passi da gigante ma la strada verso un futuro completamente verde è ancora lunga.

Un’analisi completa degli usi della Canapa

A differenza di ogni manuale che ho sfogliato sulla Canapa, Gracis ne riesce a dare una visione a 360 gradi. Racconta la storia di una pianta screditata in favore del Dio Denaro, delle sue applicazioni nei differenti settori industriali, nell’edilizia, la medicina, il settore alimentare, tessile o l’industria cartaria. 

Si parla del contributo significativo che essa può dare all’ambiente sostituendo cotone, molti alimenti ad alto impatto ambientale, petrolio e plastica, la Canapa possiede inoltre le proprietà che le permetterebbero di sostituire alcuni farmaci, costituendo un’ottima alternativa naturale ai medicamenti a base chimica.

Non è finita qui, Gracis ci parla anche degli usi religiosi e ludici di questa pianta, usata non solo tra giovani amici che ne iniziano a scoprire gli effetti psicoattivi ma anche, in alcune culture, da sciamani per indurre esperienze mistiche. 

Un futuro verde Canapa?

Il successo riscosso da questo libro ci fa sperare in un cambiamento nei confronti di chi avremmo da sempre dovuto mettere in primo piano: il pianeta Terra. Che senso ha proibire una pianta che costituisce una validissima alternativa a molte produzioni ad alto impatto ambientale? 

La sua liberalizzazione è fondamentale, soprattutto in un periodo come questo in cui oltre alla crisi climatica stiamo affrontando un’emergenza sanitaria che metterà in crisi l’economia, quale modo migliore per rafforzarla se non uno che non infierisce sull’ambiente ma, anzi, contribuisce alla sua salvaguardia?

Matteo Gracis scrive: 

“In giro c’è una tale apatia che fa impressione. La mia generazione è ferma, immobile, guarda il mondo che gira (male) senza muovere un dito. 

Qualsiasi cosa le fa paura, si sente sempre troppo immatura, troppo fragile, impotente”.

Noi di Warm Burrow vogliamo contribuire a cambiare questo punto di vista di cui la nostra società è impregnata, vogliamo cambiare l’atteggiamento comune del continuo lamentarsi se le cose non vanno e rimpiazzarlo con la forza di volontà di fare del nostro meglio con ciò che abbiamo in favore del prossimo e del pianeta. 

Nel capitolo conclusivo del libro Gracis inserisce una citazione di Tiziano Terzani e seguirò lo stesso procedimento per la conclusione di questo articolo. Ho scelto un’altra frase emblematica dello stesso autore, tratta da “Un indovino mi disse” per non togliervi il piacere della scoperta qualora voleste leggere Canapa, una storia incredibile.

 

“Più ci si guarda attorno, più ci si rende conto che il nostro modo di vivere si fa sempre più insensato. [...] Molti sentono che questo correre non ci si addice [...] Ma chi ha ormai il coraggio di dire: «Fermi! Cambiamo strada»? Eppure, se fossimo spersi in una foresta o in un deserto, ci daremmo da fare per cercare una via d’uscita! Perché non far lo stesso con questo benedetto progresso che ci allunga la vita, ci rende più ricchi, più sani, più belli, ma in fondo ci fa anche sempre meno felici?”.

Con questa citazione vi esortiamo a ribellarvi sempre, naturalmente nel rispetto del prossimo, a quelle regole che vanno a discapito del benessere comune, e vi incoraggiamo a far sentire la vostra voce, che unendosi alla nostra diventerà un forte coro.

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Chiara Di Niccolo

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