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Canapa: la migliore amica dell'ambiente

Canapa: la pianta amica dell'ambiente

Ostacolata per anni a causa del proibizionismo, potrebbe essere una delle soluzioni al problema ambiente.

canapa

Leggendo il titolo hai forse pensato a Bob Marley, spinelli e sballo. Mi dispiace deluderti ma non sarà questo l’argomento di questo articolo, qui non parleremo di canapa psicoattiva, bensì di canapa industriale.

Canapa industriale: una storia antichissima

Si hanno reperti del suo utilizzo a partire dal Neolitico e testimonianze della sua presenza nella storia di tutto il mondo. Anche l’Italia era uno dei principali coltivatori di canapa, almeno fino ai primi decenni del ‘900, quando il proibizionismo ha cominciato a farsi strada.

Ma perché noi la consideriamo amica dell’ambiente?

Velocità di crescita e adattamento

In passato si prediligeva la coltivazione di canapa per via della sua facilità di coltivazione, essa può infatti crescere in qualsiasi tipo di terreno, compresi quelli che sarebbero inospitali per altre piante. Un altro dato impressionante è la sua incredibile velocità di crescita, variando naturalmente anche in base alle condizioni climatiche. Inoltre la pianta cattura il quadruplo della quantità di CO2 immagazzinata mediamente dagli alberi; è in grado di assorbire anche altre sostanze inquinanti, come Mercurio e Zinco.

La canapa come pianta risanatrice

La coltivazione di canapa contribuisce anche a migliorare la fertilità del suolo, grazie alla sua capacità di assorbire i metalli pesanti, che verranno convertiti in altre sostanze o recuperati. La tecnica naturale di bonifica utilizzata è la fitorimediazione, che utilizza piante che possono assorbire le sostanze inquinanti e le trasferisce nel fusto e nelle foglie. Raccogliendo tali parti dopo i diversi cicli di raccolta ripetuti negli anni, permette di ridurre gradualmente i livelli di questi composti nel suolo. Un esempio storico della sua applicazione risale al 1993 nella zona interessata dagli effetti devastanti di Chernobyl e in Italia nei terreni inquinati della Campania, Veneto e Puglia.

Canapa: quali sono i suoi utilizzi?

Da quello tessile a quello alimentare, la canapa può essere impiegata in moltissimi settori. Rappresenta per esempio una validissima alternativa al cotone, che richiede una grandissima quantità di pesticidi, ritrovandosi ad essere tra le produzioni più inquinanti al mondo, inoltre la fibra di canapa è più lunga, resistente e isolante. Per quanto riguarda il suo uso alimentare, dai semi è possibile ricavare l’olio di canapa, che dispone di proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e anallergiche, oltre ad alleviare stress, insonnia e ansia. Impiegata infine anche nel settore edile e naturalmente nella produzione di carta.

Semi di canapa: il supercibo

Sempre per quanto riguarda le proprietà dei semi di canapa, nell’alimentazione essi sono un ottimo alleato per lo sviluppo, e un’eccezionale alternativa alla carne in quanto il 25% è composto da proteine. Contiene inoltre acidi polinsaturi che contribuiscono alla prevenzione di arteriosclerosi, disturbi cardiovascolari, colesterolo alto, artrosi, malattie del sistema respiratorio, eczema e acne.

La canapa come bioplastica e combustibile eco friendly

Dalla cellulosa di canapa è possibile ricavare una plastica completamente biodegradabile, nel 1937 la rivista Popular Science pubblica un articolo che elencava oltre 25mila possibili utilizzi della canapa nell’industria. Un esempio lampante è la Hemp Body Car realizzata da Ford completamente in bio-plastica di canapa e alimentata da etanolo: combustibile a basso impatto ambientale ottenuto sempre dalla canapa. Un carburante che non incrementa i livelli di CO2.

 

 

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