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BIO-ARCHITETTURA: 5 esempi di architettura sostenibile 

L’argomento dell’ecosostenibilità sta entrando sempre più a far parte delle nostre vite e noi di Warm Burrow siamo convinti che, in quest’epoca, vedremo con i nostri occhi una vera e propria svolta sostenibile

Qualche esempio? 

Vi abbiamo parlato di tante iniziative che fondano le loro basi sul rispetto dell’ambiente, che si tratti di opere d’arte di riciclo, nuovi percorsi di studio che promuovono la consapevolezza ambientale o di nuovi hamburger senza carne che potrebbero rivoluzionare l’industria alimentare.

Questi sono tutti progetti innovativi che ci infondono grande speranza e ci fanno capire che ci sono sicuramente ottime basi per costruire un futuro sostenibile, ma a proposito di “costruire”...

Vogliamo dedicare questo articolo a 5 opere di bioarchitettura: una disciplina in cui si predilige l'utilizzo di materiali non inquinanti, l’impiego di fonti rinnovabili o tecnologie a risparmio energetico. 

Queste opere presuppongono un atteggiamento corretto nei confronti dell’ecosistema e il loro scopo è quello di offrire all’uomo spazi in cui vivere in armonia con l’ambiente.

Con questi 5 esempi vogliamo ricordare che costruire nel rispetto dell’ecosistema non è impossibile, anzi alcune di queste opere risalgono addirittura alla prima metà del 1900.


La casa sulla cascata di Frank Lloyd Wright 

La casa sulla cascata di Frank Lloyd Wright

Viene costruita tra il 1936 e il 1939 da Frank Lloyd Wright sul torrente Bear Run, nei boschi della Pennsylvania. Il progetto è dedicato ai coniugi Kauffman: primi proprietari della dimora, successivamente il figlio la donerà all’ente Western Pennsylvania Conservancy per la sua preservazione. 

Cos’ha di speciale? 

Innanzitutto ogni lato è diverso dall’altro, inoltre Wright la inserisce perfettamente nel suo contesto naturalistico utilizzando gli stessi materiali presenti in natura: pavimenti sono rivestiti in pietra, così come i muri, troviamo anche un camino incassato nella roccia. 


L’asilo nido sostenibile di Mario Cucinella

L’asilo nido sostenibile di Mario Cucinella

Questo asilo nido, che si trova a circa 30 Km da Reggio Emilia, è uno spazio luminosissimo in cui i bimbi trovano molti stimoli per crescere nell’ecosostenibilità. 

Realizzato interamente con materiali riciclati come legno e vetro, che formano una struttura che si sviluppa su un unico livello stile open space. Vetro e legno riducono i consumi sia per il riscaldamento che per l’illuminazione. L’impatto ambientale di questo edificio si azzera completamente in quanto alimentato a pannelli fotovoltaici.


Il complesso edilizio BedZED di Londra

Il complesso edilizio BedZED di Londra

Acronimo di Beddington Zero Energy Development, si tratta di un complesso edilizio a sud di Londra. Il progetto viene completato nel 2002 ed è simbolo di efficienza energetica. Consta di un ottantina di residenze, spazi di lavoro e uffici, di ogni aspetto della costruzione ne è stato studiato l’impatto ambientale: vi è un grande impiego di fonti rinnovabili, i materiali sono riciclati e, per quanto possibile, a chilometro zero. Il complesso inoltre utilizza esclusivamente energia “green” generata in loco in grado di abbattere il 30% delle emissioni.


“Nella realizzazione del nuovo complesso, l’attenzione alla sostenibilità ambientale è stata massima”, ha affermato il rettore della Bocconi, Gianmario Verona. “Le numerose soluzioni innovative impiegate garantiscono l’autosufficienza energetica su base annua, l’assenza di emissioni nocive e pompe di calore e gruppi frigoriferi alimentati ad acqua senza consumo fisico della stessa, che viene prelevata e poi restituita al corso d’acqua del Ticinello”.


La palestra che produce energia

la palestra che produce energia

Si tratta di una nuova palestra per arrampicata nel cuore di Bolzano, diventata ora la più grande d'Italia e una delle migliori in Europa. L’edificio è alto circa 50 metri e può ospitare contemporaneamente più di 250 climbers. Viene progettata con l’intento di offrire agli arrampicatori le strutture per allenarsi in uno spazio chiuso con l’impressione di trovarsi all’esterno, ma al sicuro dagli agenti atmosferici che possono creare complicazioni a chi si arrampica. All’apice dell’edificio si trova un tetto-giardino che ospita il più grande impianto fotovoltaico dell’Alto Adige, che rende l’intera struttura capace di produrre più energia di quanta ne consuma, circa 400.000 kW/h anno.


Il Nuovo Campus Bocconi progettato da Kazuyo Sejima e Ryue Nishizawa 

Il Nuovo Campus Bocconi progettato da Kazuyo Sejima e Ryue Nishizawa

A novembre del 2019 l’università Bocconi di Milano inaugura il suo nuovo campus: un parco aperto alla città in cui i materiali trasparenti segnano la continuità tra natura e interni. I concetti chiave su cui hanno lavorato gli architetti sono leggerezza, trasparenza e sostenibilità, è il vetro infatti il materiale più gettonato. Il rettore Gianmario Verona dichiara che “Nella realizzazione del nuovo complesso l’attenzione alla sostenibilità ambientale è stata massima - Le numerose soluzioni innovative impiegate garantiscono l’autosufficienza energetica su base annua, l’assenza di emissioni nocive e pompe di calore e gruppi frigoriferi alimentati ad acqua senza consumo fisico della stessa, che viene prelevata e poi restituita al corso d’acqua del Ticinello”


Fonti:

Blog di Sara Piazzini - architetto

Sorgenia.it

Rinnovabili.it

Lifegate



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