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Arte Sostenibile: divulgare la consapevolezza ambientale

Il celebre pittore Vincent Van Gogh recita “Ho la natura e l’arte e la poesia, e se questo non è sufficiente, che cosa posso volere di più?” 


Noi di Warm Burrow siamo convinti che la natura sia allo stesso tempo anche arte e poesia, amiamo quindi parlarvi di chi riesce ad unire questi tre elementi in un prodotto artistico, per rendere tangibile la bellezza della nostra Terra.


In questo articolo, come abbiamo già fatto in passato, voglio parlarti di arte e sostenibilità di alcuni artisti che realizzano opere con lo scopo di trasmettere l’armonia che è insita nella nostra Terra, o che vogliano sensibilizzare chi le ammira (e non solo, vi abbiamo infatti parlato anche di opere musicali) sui temi ambientali e portarli a rispettare di più il nostro pianeta.


Scopriamo subito gli artisti che abbiamo selezionato questa settimana per voi!


La Shadow Art di Tim Noble e Sue Webster


Tim Noble e Sue Webster sono due artisti britannici contemporanei, il loro scopo è quello di far rinascere i rifiuti in un modo completamente nuovo e quasi inaspettato.


Il lavoro dei due artisti consiste nella raccolta di rifiuti che verranno poi accumulati in composizioni apparentemente prive di senso, ma che se illuminate da un fascio di luce posto in una determinata posizione, esse prendono vita nelle ombre che producono, proiettando sullo sfondo bianco retrostante una vera e propria opera d’arte.


Sui social mi è capitato spesso di trovare l’immagine di una delle loro opere che ritrae in primo piano il consueto mucchio di rifiuti, sulla parete in secondo piano però si distingue la vera opera d’arte: l’ombra dei rifiuti raffigura l’immagine di due ragazzi, schiena contro schiena e tengono in mano uno una sigaretta, l’altro un calice di vino. Delle due figure non riusciamo bene ad identificarne il sesso o l’età, di modo che chiunque si può immedesimare in uno dei due soggetti.


È un esempio di come dai rifiuti non solo possono nascere moltissimi altri oggetti riciclati, ma anche opere d’arte capaci di suscitare emozioni.


Serena Guerra: comunicare le emozioni della natura 


Serena è una giovane artista nata e cresciuta nella Valle Vigezzo. In un ambiente fiabesco in cui regnano pace e silenzio, interrotto solo dal suono dolce dei campanacci, Serena scopre il dono di comunicare emozioni, quale modo migliore per farlo se non attraverso l’arte?

 

Le opere di Serena vanno ben oltre la comunicazione di emozioni, col tempo nasce l’esigenza, vissuta come una missione, di dare vita e valore ad oggetti abbandonati dall’uomo per spingerlo a ricercare quelle origini che stiamo lentamente dimenticando.

 

Come? A partire da ciò che trova nei boschi di montagna: vecchie porte, catenacci di stalle diroccate, pezzi di mangiatoie e molto altro, nascono opere d’arte nelle quali emerge la vera essenza di un mondo che attualmente, essendo abituati alla vita frenetica da città, ci suona quasi come antico, lontano, dimenticato.

 

Il legno è tra i materiali più ricorrenti nelle sue opere, materiale che lei stessa ci confida ritenere “vivo, uno scrigno che custodisce una storia e che nelle mie opere cerco semplicemente di raccontare”.

arte e sostenibilità

Transumanza, opera di Serena Guerra

arte e sostenibilità

“Nelle mie creazioni unisco gli aspetti contemporanei della vita in montagna: lo sport e il tempo libero, in contrapposizione con il passato alpino legato ai faticosi mestieri di una volta.” - “Uso la mia Arte, per lanciare un messaggio alle nuove generazioni, sul grande rispetto che i nostri antenati avevano della montagna, loro unica fonte di sostentamento.

Per sensibilizzare sul delicato equilibrio fra uomo e natura, un equilibrio che non dobbiamo assolutamente perdere.”

 Se ti piacciono i suoi lavori li puoi trovare direttamente sul suo sito, seren-art.com, oppure sulla sua pagina Instagram

Gustav Metzger e il suo progetto “Remember Nature”

 

Sono venuta a conoscenza di questo progetto quando, nel 2017, ho visitato Nizza e il MAMAC: il museo di arte moderna e contemporanea. Qui vi era un’esposizione di Gustav Metzger, artista contemporaneo tedesco che ha dedicato parte della sua vita alla cosiddetta “arte auto-distruttiva”, questa si focalizza sul processo di disintegrazione degli oggetti che è insieme creativo e distruttivo, fondato sulla paradossale coesistenza di creazione e distruzione.

 

Metzger durante la fine degli anni ‘60 contribuisce alla ridefinizione di arte, sperimentando nuovi metodi di creazione e focalizzandosi sui temi caldi dell’epoca. Come molti artisti della sua generazione abbandona la pittura e inizia a comporre opere con gli oggetti quotidiani: scatole di cartone, giornali, buste di plastica o materiali industriali.

 

La mostra dal nome “Remember Nature” è composta da opere che sembrano disintegrarsi, come la natura vittima delle attività dell’uomo che rincorre un progresso che gli si sta rivoltando contro. Una delle opere più significative include una pianta posta in una teca alla quale si collega il tubo di scarico di un’auto, che riversa le sostanze inquinanti direttamente sulla pianta. Questa naturalmente ne viene intossicata e lentamente muore, sulle pareti di sfondo c’è un messaggio scritto dall’artista: 

 

“Questo è un appello mondiale per non dimenticarci della natura, mi rivolgo al mondo delle arti sperando di vedere grande partecipazione, stiamo per estinguerci: il mio scopo è di creare un movimento di massa per evitarlo”

Chiara Di Niccolo 

 

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