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Arte Ecosostenibile, scopri quali artisti sensibilizzano alla consapevolezza ambientale

Se seguite gli aggiornamenti del nostro blog anche solo da qualche mese sarete sicuramente a conoscenza della nostra attenzione nei confronti dell’arte.

Ogni tanto all’interno della nostra rubrica dedicata alla sostenibilità riserviamo un po’ di spazio a quegli artisti che, consapevoli della forza espressiva dell’arte, cercano di sensibilizzare il loro pubblico a uno stile di vita ecosostenibile.

Per oggi ho selezionato degli artisti di fama internazionale che con le loro opere sbalorditive hanno dimostrato il loro interesse e impegno nella causa ambientale, i primi sono Hong Yi-chen, Guo Yi-hui e Zheng Yu-di: tre studenti Taiwanesi che meravigliano il mondo con il loro progetto universitario; Theo Jansen, l’olandese autore delle sculture cinetiche, e Brian Mock: scultore dalle doti straordinarie che utilizza solo materiali di recupero.

I Ghiaccioli inquinati del trio di Taiwan

Il progetto di Hong Yi-chen, Guo Yi-hui e Zheng Yu-di ha meravigliato il mondo dell’arte contemporanea con la sua originalità. 

I tre studenti hanno realizzato 100 ghiaccioli prelevando campioni di 100 fiumi diversi per documentare il loro stato di inquinamento, nasce così il progetto 100% Polluted Water Popsicles.

 

Immagine di Culture Trip

Di ogni esemplare, che si trattava di ghiaccioli veri e propri seppur non troppo invitanti, ne è stata realizzata una copia in resina (ognuna fedelissima all’originale) per poterle conservare per sempre come un’autentica opera d’arte.

Il progetto vuole evidenziare il problema dell’inquinamento dei fiumi e del modo in cui trattiamo le nostre risorse più preziose; guardarne il risultato è scioccante, ma allo stesso tempo è anche educativo.

Le sculture in movimento di Theo Jansen

Theo Jansen è un artista olandese in grado di unire arte e ingegneria, sviluppando sculture che tolgono il fiato, tra cui le sue Strandbeest, giganti scheletri cinetici che si muovono solo grazie al vento.

Nascono come algoritmi e prendono poi forma grazie ai materiali di recupero che utilizza l’artista, motivo per cui le abbiamo classificate come sculture sostenibili.

Jansen è sì un artista ma dimostra anche doti di scienziato e ingegnere: ha studiato la storia dell’evoluzione biologica con lo scopo di creare, un giorno, creature dalle doti sempre più grandiose, il suo sogno infatti è quello di trovare un modo per far sì che le sue creazioni si evolvano da sole, soggette ai cicli naturali come ogni organismo vivente.

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È sicuramente riuscito a renderle, almeno nell’aspetto, simili a qualche organismo mitologico, e chiunque le ammiri riuscirebbe indubbiamente a percepire la spettacolarità di queste creazioni, infatti è proprio grazie al progetto Strandbeest che la critica scopre il nome e le doti di Jansen. Questo è accaduto probabilmente perché negli anni passati hanno avuto la meglio per quanto riguarda la notorietà i suoi colleghi impegnati nella sperimentazione con la robotica, ma l’unione di quest’ultima alla sostenibilità ha permesso finalmente alle opere di Jansen di essere apprezzate appieno in tutto il mondo.

Le eco-sculture di Brian Mock

Essendo sempre stata amante di ogni forma d’arte, ma anche della natura e del rispetto dell’ambiente, fino ad ora avevo visto moltissimi esempi di arte sostenibile: pitture, sculture, progetti, campagne e tanto altro, ma nulla mi aveva colpito quanto la perfezione dei lavori di Mock.

Cresce vicino a Portland, nell’Oregon, si appassiona al disegno sin da piccolissimo e da adulto si avvicina alla pittura e impara ad intagliare il legno; negli anni 90 inizia a realizzare sculture con metallo riciclato, per assemblare i pezzi impara la tecnica della saldatura da autodidatta, che perfeziona nel corso degli anni.

“Dare una nuova vita agli oggetti di uso quotidiano è tanto impegnativo quanto gratificante. I miei lavori sono progettati per valorizzare l’ingegno e incoraggiare il mio pubblico ad impegnarsi sempre; le loro reazioni alimentano la mia creatività e mi permettono di dare forma alle mie idee”

È possibile ammirare i suoi lavori nelle gallerie di arte moderna da New York a Maui, ma anche in alcune aree pubbliche, in due libri sull’arte e, naturalmente sul suo sito ufficiale. Sono state acquistate da molti alberghi di lusso, numerosissimi collezionisti in tutto il mondo e dal museo Ripley's Believe It or Not.


È importante far sentire la propria voce su temi così importanti e che ci accomunano tutti, l'arte non cambia il mondo, non l'ha mai fatto e, purtroppo, con molta probabilità, non lo farà mai. C’è però una sfumatura della produzione artistica estremamente importante ed è la denuncia: la rappresentazione fisica e artistica di una tematica sociale, umanistica, politica, con il fine di scatenare una reazione nel pubblico, di cambiare la percezione di un determinato tema. 

L’arte non cambia il mondo, forse però può far cambiare punto di vista alle persone, e questo è un ottimo presupposto per portarle a fare qualcosa di bello nel mondo.

Chiara di Niccolo

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