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Arte contemporanea e Natura per educare al rispetto dell'ambiente

“È la notte la vera musica che sento: rane, grilli, i suoni della natura. La musica è il canto della Terra”


Questo è un famoso aforisma del cantante reggae Bob Marley, per lui il contatto con la natura ha grande influenza sulla produzione artistica. Arte e natura sono state molte volte soggetto dei nostri articoli, ed è proprio di questo che vorremmo parlarvi oggi.

Abbiamo dedicato molto spazio a quegli artisti che, mossi dall’amore per la natura e dal legame con la Madre Terra, cercano di sensibilizzare il loro pubblico alla sostenibilità e al rispetto dell’ambiente.

Vi abbiamo parlato di illustratori, scultori, musicisti e poeti: artisti che, usando i mezzi che hanno e operando nel loro campo artistico, divulgano consapevolezza ambientale rappresentando con colore, parole o musica i problemi ambientali che stiamo vivendo o le possibili vie con cui potremmo uscirne.

Siete curiosi di saperne di più sugli artisti e le opere che abbiamo scelto per questo articolo?

Se la risposta è si...

non ti resta che continuare a leggere!


Il legame tra natura e sviluppo industriale rappresentato da Jack Henry 

Jack Henry, artista di Brookling, rappresenta le alternative sociali e ambientali che potrebbero rivoluzionare la nostra realtà analizzando i comportamenti che stiamo assumendo in questo periodo storico. 

Pone l’accento su ciò che diamo per scontato, su quale sarebbe la nostra sorte una volta che le preziose risorse della Terra, che sfruttiamo senza porci domande, saranno esaurite. 

Le sue opere sono principalmente sculture realizzate in compensato o plastica, con oggetti recuperati dalla realtà urbana che compongono installazioni colorate e complesse, ma cosa vogliono comunicare?

jack henry

Immagine proveniente dal sito ufficiale di Jack Henry, segui il link per vedere i suoi lavori.

“Ogni lavoro pone gli scarti industriali e la crescita naturale sullo stesso piano, lo scopo non è quello di condannare l’attività delle industrie per via del loro impatto sull’ambiente, ma quello di lanciare una riflessione sulla posizione dell’uomo nell’età moderna da un punto di vista estetico. Voglio dimostrare che si può ancora trovare la bellezza nei panorami delle territori americani, nonostante l’alterazione dei paesaggi naturali per via dello sviluppo industriale.”.


(ArteFITS Foundation)

La struttura delle installazioni fa riflettere sul rapporto tra natura ed eccesso nel consumo; riutilizzando gli oggetti riconosciuti dalla società come “spazzatura” rappresenta una delle soluzioni al problema della sovrapproduzione e, quindi, dello spreco. Con l’aiuto di un centro di riciclaggio assembla le sue opere sfruttando vecchi elettrodomestici o parti di oggetti ormai da buttare appartenenti alle famiglie della zona. Questo permette di rappresentare le più recenti attività della comunità in questione, non solo per una trasposizione metaforica, ma anzi per darne una visione concreta.


Il Van Gogh moderno che aiuta gli oceani

Si chiama Fancy Van Gogh il progetto di Alireza Karimi Moghaddam che riprende lo stile e le opere di Vincent Van Gogh in chiave moderna. 

L’artista parte dal presupposto che Van Gogh non fosse solo un artista, bensì un simbolo d’amore, umanità e aiuto del prossimo; vuole quindi proporre una visione del celeberrimo pittore olandese diversa da quella che è nell’immaginario comune e che magari abbiamo studiato sui banchi di scuola.

Quest’anno Fancy van Gogh collabora con International Coastal Cleanup per la pulizia degli oceani. Sul sito ufficiale (che puoi visitare seguendo l’hyperlink) l’artista ricorda che, nonostante il periodo di emergenza che stiamo vivendo, non dobbiamo mai porre l’ambiente, il pianeta e il problema della pulizia delle spiagge in secondo piano.

arte e natura

Per supportare il movimento internazionale per la pulizia delle spiagge l’artista, assieme al suo team, porta avanti questo progetto: dalla vendita dell’opera raffigurata il 70% del ricavato sarà devoluto a International Coastal Cleanup. Questa collaborazione è stata inaugurata il 5 giugno: la giornata mondiale dell’ambiente, la scadenza è invece a fine giugno.

Settantotto artisti celebrano la terra in The Ground Upon Which We Stand

The Ground Upon Which We Stand è una mostra regionale sponsorizzata dal Northern California Women’s Cactus for Art, in collaborazione con la Abrams Claghorn Gallery.

arte e natura

Settantotto artisti si esprimono sulla sacralità della Terra e sull’importanza di difenderla, soprattutto in un’era di cambiamenti climatici in cui stiamo affrontando una vera e propria crisi ambientale. 

La mostra offre messaggi da e per il pianeta da parte di artisti diversi, che interpretano e vivono in maniera diversa il loro rapporto con la natura, con i disastri ambientali, con la società e con la sorte che avrà la nostra casa: l’unica che abbiamo.

Non preoccupatevi se in questo periodo non potete visitare la Abrams Claghorn Gallery, è possibile ammirare le opere in qualsiasi formato, per vederle visita il sito ufficiale del Northern California Women’s Cactus for Art, basta seguire il link!

È importante far sentire la propria voce su temi così importanti e che ci accomunano tutti, l'arte non cambia il mondo, non l'ha mai fatto e, purtroppo, con molta probabilità, non lo farà mai. C’è però una sfumatura della produzione artistica estremamente importante ed è la denuncia: la rappresentazione fisica e artistica di una tematica sociale, umanistica, politica, con il fine di scatenare una reazione nel pubblico, di cambiare la percezione di un determinato tema. 

L’arte non cambia il mondo, forse però può far cambiare punto di vista alle persone, e questo è un ottimo presupposto per portarle a fare qualcosa di bello nel mondo.

Chiara di Niccolo

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