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Alluvione a Venezia: il disastro è causato dai cambiamenti climatici

Le inondazioni che hanno colpito Venezia pochi giorni fa sono causate anche dal cambiamento climatico. L’alta marea è un fenomeno che la laguna veneziana conosce da tempo ma che non è causa di una situazione così disastrosa dal 1966, quando l’acqua ha raggiunto i 194cm di altezza. Tra le giornate del 12 e 13 novembre, l’acqua ha superato la soglia minima di sicurezza di 80cm arrivando a toccare i 187cm di altezza. I cittadini erano stati avvisati ma purtroppo non erano preparati ad un evento così catastrofico. 

Scopriamo però insieme quali sono le cause di questa forte inondazione e perché diciamo che questi sono gli effetti dei cambiamenti climatici. 

LE CAUSE?

  • Quante volte abbiamo sentito dire che Venezia sta sprofondando? questo perché si stanno svuotando le falde acquifere che giacciono sotto la laguna, permettendo così l’abbassamento del livello del suolo.

  • Lo scioglimento dei ghiacci inoltre può essere considerata la conseguenza diretta dei cambiamenti climatici, perché questo fenomeno fa si che aumenti il livello del mare, anche se solo di pochi centimetri. 

  • Inoltre, ultimamente si stanno registrando dei forti venti provenienti dal sud dell’adriatico che permettono lo spostamento di ingenti masse d’acqua verso la laguna che ne risente fortemente.

Con l’aiuto di Antonello Pasini, fisico del clima del consiglio nazionale delle ricerche intervistato da “Il Fatto Quotidiano”, cerchiamo di capire come si è verificato il fenomeno e perché i cambiamenti climatici contribuiscono il verificarsi di questi eventi. 

“A Venezia l’acqua sale in questo modo: quando all’alta marea si aggiungono gli effetti di flussi di venti che arrivano da Sud e che spingono l’acqua del Basso Adriatico fino alla Laguna. Si tratta di una situazione particolare, ma il dato interessante è che questi flussi di venti di Scirocco appaiono sempre più frequenti e, con tutta probabilità, anche in questo caso c’è l’effetto, anche se indiretto, del cambiamento climatico” In pratica, sta cambiano la circolazione ed intensità  dei venti: “Con il riscaldamento globale, infatti, la circolazione equatoriale e tropicale si sta spostando verso nord con la conseguenza che, anche sulla nostra Penisola, ci sono sempre più spesso venti nella direttrice Sud-Nord e, in particolare, afflussi caldi da Sud”.

Pasini inoltre spiega che :“Quello che vediamo e che deriva solo in parte dal cambiamento climatico, è comunque solo un anticipo di quello che avverrà nei prossimi anni, come preannunciano diversi studi italiani e internazionali e che sarà in modo molto più evidente l’effetto del cambiamento climatico”.

40 aree costiere inondate entro fine secolo

Secondo l’Enea entro la fine del secolo l’innalzamento del mare lungo le coste italiane è stimato tra 0,94 e 1,035 metri, prendendo in considerazione un modello cautelativo e “tra 1,31 metri e 1,45 metri”, seguendo una base meno prudenziale. Quaranta le aree costiere interessate, in primis “una vasta area nord adriatica tra Trieste, Venezia e Ravenna”, ma anche la foce del Pescara, del Sangro e del Tronto in Abruzzo, l’area di Lesina (Foggia) e di Taranto in Puglia, La Spezia in Liguria, tratti della Versilia, Cecina, Follonica, Piombino, Marina di Campo sull’Isola d’Elba, solo per fare qualche esempio.

Precauzioni: il MOSE

Il MOSE è un’opera ingegneristica pensata proprio dopo l’alluvione del 1966, e consiste in una struttura che eviti l’afflusso di acqua all’interno della laguna in caso di alta marea o condizioni atmosferiche non favorevoli. Queste dighe dovrebbero essere disposte agli ingressi dei porti della laguna: Lido, Malamocco, Chioggia.

La struttura è ormai in costruzione da oltre 15 anni, in teoria dovrebbe essere portata a termine entro il 2021. A questo punto, Speriamo che i tempi si accorcino visti i recenti avvenimenti. 


Matteo Petrucci 


Fonti:https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/11/14/acqua-alta-a-venezia-il-disastro-causato-anche-dai-cambiamenti-climatici-venti-e-livello-del-mare-gli-studi-sul-rischio-di-inondazioni/5562660/ https://www.ilpost.it/2019/11/13/mose-venezia-lavori-conclusione/


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