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A lezione di raccolta differenziata: il problema della plastica

Ne abbiamo sentito parlare talmente tante volte da non poterne proprio più, eppure, forse, non è ancora molto chiaro quanto il tema che riguarda la produzione e lo smaltimento del peggior nemico dell’uomo e del suo pianeta, la plastica, sia di vitale importanza. 

5 bilioni di buste ogni anno. 25 milioni di tonnellate di rifiuti ogni mese. Un milione di bottiglie ogni giorno. Sono queste le stime circa la produzione compulsiva di imballaggi e oggetti in plastica a livello mondiale. Pensate che oggi negli oceani, invece di scoprire nuove isole fatte di natura incontaminata, emergono sempre più isole di plastica, come nel caso del Pacific Trash Vortex, una grande chiazza di immondizia situata nell’Oceano Pacifico e che rappresenta solo uno tra i più grandi accumuli di rifiuti che affliggono le nostre acque. Ma non solo: la plastica è proprio ovunque, sulle cime delle montagne, sui fondali marini, nell’aria, negli animali, nel nostro corpo.

Chi è il responsabile di questo disastro?

Nel nostro piccolo, tutti noi. Un po’ perché non ci informiamo, un po’ perché si tende a semplificare, un po’ perché tutto ci appare così complesso e indecifrabile. Ma anche questa volta, Wam Burrow è qui per aiutarvi! Settimana scorsa vi abbiamo proposto un articolo su come distinguere i simboli fondamentali del riciclaggio, in modo da fornirvi gli strumenti necessari e basici per poterci addentrare in tematiche più complesse, proprio come nel caso del riciclo della plastica.


C’è plastica e plastica

La prima cosa da fare quando si sta per buttare via qualcosa è chiedersi se quello che si ha tra le mani è o non è un imballaggio. Eh sì, l’avreste mai detto che per riciclo di plastica si intende solo ed esclusivamente quello di materiali da imballaggio, destinati dunque a contenere e trasportare la merce? 

Sì, quindi, alla raccolta differenziata di bottiglie, barattoli, flaconi, sacchetti, buste, pellicole trasparenti, piatti e bicchieri monouso, vaschette. Gettate invece nell’indifferenziata giocattoli, secchielli, ciabatte, canotti, palloni, occhiali, biro, pennarelli, borracce e attrezzi vari.


Non è mica una lezione di chimica

Come spiega il COREPLA (Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi di Plastica), nel mondo dell’imballaggio esistono ben sette tipologie di materiali plastici e sette relative modalità di riciclo, che dipendono dal tipo di polimero utilizzato per la produzione. Nonostante ciò, l’ente garantisce che ogni tipo di imballaggio può sempre essere conferito alla raccolta differenziata.

Il nostro obiettivo, però, non è di confondervi elencando una serie di termini astrusi e incomprensibili, ma di darvi delle linee guida. Ecco perché ci limitiamo a segnalarvi quali sono i simboli che possiamo trovare sugli imballaggi fatti di materiali plastici. 


                  

pet PE PVC PE-LD PP PS




Come da manuale, le eccezioni sono all’ordine del giorno, ma è proprio per questo motivo che abbiamo creato la rubrica “Dove lo butto?”: ogni settimana saremo qui per rispondere a incertezze e dare consigli su come fare la raccolta differenziata nel modo giusto.


Fateci sapere nei commenti i vostri dubbi, noi penseremo alle risposte!

Alice Nardiotti

 

Fonti: 

http://www.corepla.it/ 

https://www.wired.it/scienza/ecologia/


Immagini:

https://www.google.it/imghp?hl=en&tab=wi&ogbl 

1 commento

  • Brava la nostra bimba grazie

    Bruna Travagli

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